Uno spettacolo teatrale a Lecce commemora la tragica vicenda della Katër I Radës, avvenuta 29 anni fa nel Canale d'Otranto. L'evento, intitolato "Ballata per la Katër I Radës", si svolgerà al Teatro Paisiello.
Ricordo della tragedia nel Canale d'Otranto
La città di Lecce si prepara a rivivere un momento doloroso della storia recente del Mediterraneo. A ventinove anni esatti dalla drammatica collisione nel Canale d'Otranto, si terrà uno spettacolo teatrale dedicato alla memoria delle vittime. L'evento mira a mantenere viva la consapevolezza su uno dei naufragi più gravi del nostro tempo.
La rappresentazione teatrale, intitolata «Ballata per la Katër I Radës», è inserita nel cartellone della stagione promossa dal Comune di Lecce. La collaborazione con Puglia Culture ha reso possibile la realizzazione di questo importante appuntamento culturale. L'iniziativa si propone come un racconto di memoria e di difesa dei diritti umani.
L'evento si svolgerà in due date distinte. La prima rappresentazione è prevista per domenica 29 marzo, con inizio alle ore 18:30. Il giorno seguente, lunedì 30 marzo, sarà invece dedicata una matinée specificamente pensata per le scuole. Entrambi gli spettacoli avranno luogo presso il prestigioso Teatro Paisiello, situato nel cuore di Lecce.
I biglietti per assistere allo spettacolo hanno prezzi differenziati. Sarà possibile acquistare tagliandi al costo di 15, 12 o 8 euro, a seconda della tipologia. Per ulteriori informazioni e dettagli, è disponibile il numero di telefono 0832242389.
La trama dello spettacolo teatrale
«Ballata per la Katër I Radës» è un'opera teatrale frutto della scrittura di Giorgia Salicandro. La regia è affidata a Tonio De Nitto, figura di spicco nel panorama teatrale contemporaneo. Sul palco, gli attori Sara Bevilacqua e Riccardo Lanzarone daranno vita ai personaggi.
Un elemento di grande rilievo dello spettacolo è la componente musicale. Le musiche originali sono state composte ed eseguite dal vivo dal talentuoso violoncellista Redi Hasa. La sua performance arricchirà l'esperienza emotiva del pubblico.
A contribuire all'atmosfera suggestiva dello spettacolo saranno anche le voci del coro. Il coro è composto da Daniela Belishova, Diana Doci, Irma Duka, Meli Haideraj, Dori Ngresi, Lindita Ngresi, Hildebrand Nuri, Ladi “Aldo” Rista e Bledar Torozi. La loro presenza corale evocherà le voci e le storie di coloro che furono coinvolti nella tragedia.
L'opera teatrale si focalizza sulla «tragedia del Venerdì Santo» del 28 marzo 1997. In quella data, la nave albanese Katër I Radës naufragò nel Canale d'Otranto. La collisione avvenne con la corvetta Sibilla, appartenente alla Marina Militare Italiana. Le conseguenze furono devastanti.
Oltre cento persone persero la vita in quell'evento. Molti corpi non furono mai recuperati. La maggior parte delle vittime erano donne e bambini, rendendo la tragedia ancora più straziante. Lo spettacolo intende restituire dignità a queste vite spezzate.
Un progetto di teatro civile e diritti
Il progetto «Ballata per la Katër I Radës» si configura come un'iniziativa di teatro civile. L'obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico su temi sociali e storici di grande importanza. Il sostegno del Garante regionale dei Diritti dei minori della Regione Puglia sottolinea la rilevanza dell'argomento trattato.
L'iniziativa gode inoltre del patrocinio dell'Ambasciata d’Albania in Italia. Questo riconoscimento evidenzia la portata internazionale dell'evento e il legame tra i due Paesi. La collaborazione con il Polo BiblioMuseale di Lecce amplia ulteriormente la rete di supporto culturale.
Le vicende narrate nello spettacolo si concentrano sulle storie di due giovani protagonisti, definiti «bambini del 1997». Le loro esperienze, incarnate dalle voci di Elvis e Lindita, si intrecciano e si sviluppano. I due personaggi sono partiti dal Sud dell'Albania.
La loro fuga era motivata dalla volontà di mettersi in salvo. Il Paese era scosso da una profonda rivolta. Gli eventi precipitarono rapidamente, creando una situazione di caos e pericolo. La loro traversata del mare è metafora di un viaggio disperato.
Il testo teatrale evoca immagini potenti. Si parla di palazzi pubblici distrutti, di un crac finanziario che ha segnato un'epoca. L'uso di kalashnikov e la fuga rappresentano la violenza e la disperazione del momento. Il viaggio viene paragonato a quello di Pinocchio, inghiottito da una balena.
Elvis e Lindita non sono solo personaggi di finzione. Essi si ispirano alle cronache giornalistiche reali della tragedia. Le loro tracce concrete si fondono con l'invenzione artistica. Diventano così gli occhi attraverso cui il pubblico può osservare questa storia.
La loro prospettiva offre uno sguardo catartico su un evento che ha segnato il Mediterraneo. La tragedia della Katër i Radës è considerata il primo grande naufragio del nostro mare. Un evento con cui, ancora oggi, non abbiamo finito di fare i conti.
Miti e leggende per comprendere il presente
Il racconto teatrale intreccia elementi di cronaca con il mito. Viene evocato il mito di Kuçedra. Questo antico mostro acquatico è protagonista di molte leggende albanesi. La sua figura ritorna nelle narrazioni di ogni tempo.
Il mostro assume diverse sembianze: Drago, Leviatano, essere demoniaco. In alcune versioni, appare come Dragùa. Il Dragùa è un bambino eletto, nato con il compito di combattere e sconfiggere il mostro.
Attraverso questo incastro tra leggende popolari, resoconti storici, biografie individuali e narrazioni collettive, lo spettacolo riporta alla luce le vicende dei passeggeri della Katër i Radës. Le loro storie vengono non solo ricordate, ma anche trascese.
Le vite dei naufraghi diventano metafore. Sono gocce nell'immenso mare del cammino umano. Rappresentano la perenne ricerca di un approdo sicuro, la necessità di salvarsi dal «mostro» che minaccia la serenità.
L'opera teatrale, quindi, non si limita a ricostruire un evento tragico. Utilizza il linguaggio del teatro per esplorare temi universali. La memoria, la giustizia, la solidarietà e la resilienza umana sono al centro della narrazione. Lo spettacolo invita alla riflessione sulla condizione umana.
La rappresentazione a Lecce rappresenta un'occasione importante per la comunità. Permette di confrontarsi con un passato doloroso, ma fondamentale per comprendere il presente. La memoria delle vittime della Katër I Radës è un monito per il futuro.
La città di Lecce, attraverso questo evento culturale, dimostra la sua sensibilità verso le tematiche sociali e storiche. Il Teatro Paisiello diventerà per due giorni un luogo di riflessione e commozione. Un invito a non dimenticare e a lavorare per un Mediterraneo più sicuro e umano.
L'iniziativa sottolinea il ruolo del teatro come strumento di educazione civica. Permette di affrontare argomenti complessi in modo coinvolgente. La storia della Katër I Radës è un capitolo oscuro che merita di essere raccontato e compreso.
La partecipazione del coro, composto da voci che richiamano le origini albanesi, aggiunge un ulteriore livello di autenticità e profondità. La musica dal vivo del violoncello crea un'atmosfera emotiva intensa. Tutto concorre a rendere «Ballata per la Katër I Radës» un'esperienza teatrale memorabile.
L'evento si inserisce in un contesto più ampio di programmazione culturale a Lecce. La stagione teatrale comunale mira a offrire al pubblico una varietà di spettacoli. Questo appuntamento, tuttavia, assume un'importanza particolare per il suo valore storico e civile.
La memoria della strage del Venerdì Santo è un dovere collettivo. Lo spettacolo teatrale è uno dei modi più efficaci per assolvere a questo dovere. Un modo per onorare le vittime e per riflettere sulle cause che portano a simili tragedie.
La città di Lecce si conferma così un centro culturale attento alle dinamiche sociali e storiche. L'evento è un richiamo all'importanza della memoria storica. Un modo per costruire un futuro basato sulla consapevolezza e sul rispetto dei diritti umani.