Progetto scolastico contro i pregiudizi
Natascia Marchi e Elisa Rancan, insieme alla piccola Beatrice, stanno portando nelle scuole un'iniziativa innovativa volta a sensibilizzare i giovani sul tema della diversità. Il progetto, intitolato «L’importanza di essere considerati sbagliati», mira a ridefinire il concetto di diversità, non come disabilità, ma come autenticità individuale.
L'obiettivo è quello di insegnare ai ragazzi a superare le differenze, promuovendo un approccio empatico e rispettoso verso chiunque si discosti dalla norma percepita. L'iniziativa parte dalle esperienze dirette delle due autrici, entrambe residenti a Lavagno.
Storie personali per abbattere barriere
Natascia Marchi, a soli 24 anni, ha ricevuto la diagnosi di sclerosi multipla. La sua esperienza l'ha portata a riflettere su come la malattia venga spesso associata a una perdita di identità, trasformando la persona in un mero caso clinico. Ha deciso di condividere il suo vissuto nel libro «Fermi tutti sto sclerando».
Elisa Rancan, zia di Beatrice, una bambina con sindrome di Down, ha intrapreso un percorso simile. Dopo aver assistito a episodi di bullismo tra coetanei, ha deciso di raccontare la realtà della nipote attraverso il libro «Sono solo Beatrice», offrendo una prospettiva in prima persona sulla sindrome.
Libri e testimonianze per un cambiamento culturale
Entrambe le autrici hanno pubblicato diversi libri che affrontano tematiche sociali con un forte legame con la vita quotidiana. Natascia ha all'attivo tre volumi, mentre Elisa ne ha scritti quattro. Le loro opere sono pensate per stimolare una riflessione profonda sulla percezione della diversità.
«La diversità non può essere trattata solo in modo dispregiativo», afferma Natascia, 34 anni. «Bisogna cambiare gli schemi comportamentali e abbattere i pregiudizi che circondano chi è considerato 'diverso'». Elisa aggiunge: «La sfida è far capire che essere differenti non significa essere inferiori, ma semplicemente essere se stessi».
Un invito alla conoscenza e all'autenticità
Il progetto delle due amiche si fonda su due principi chiave: prendersi il tempo necessario per conoscere prima di giudicare e riflettere sulla propria identità al di là delle apparenze. L'intento è quello di contrastare stigma, bullismo ed emarginazione, favorendo invece empatia, coraggio e dialogo.
«Ciò che appare 'sbagliato' è spesso la chiave per comprendersi meglio», spiegano Natascia ed Elisa. «Essere imperfetti non è un limite, ma un percorso di libertà». L'iniziativa, pur partendo da esperienze legate alla disabilità, si estende a una riflessione più ampia sulla definizione di sé e sul modo in cui l'ambiente circostante influenza la percezione individuale.
Diffusione del progetto e sostegno alle associazioni
Il progetto è aperto a tutte le realtà che desiderano promuovere un messaggio di inclusione: scuole, associazioni, biblioteche e iniziative sociali. Le autrici sottolineano che l'iniziativa non ha fini di lucro e che la vendita dei loro libri è secondaria rispetto all'obiettivo di promuovere un cambiamento culturale.
I proventi derivanti dalla vendita dei libri vengono devoluti a sostegno di associazioni locali che operano sul territorio. Per informazioni o per richiedere la partecipazione al progetto, è possibile contattare le ideatrici all'indirizzo email natasciamarchi92@mail.com.