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Il Maxxi L'Aquila presenta "Odio", un film documentario di Motus, con proiezioni gratuite domenica 12 aprile. Il film esplora temi di discriminazione e violenza giovanile.

Proiezione del documentario "Odio" al Maxxi L'Aquila

Il Maxxi L'Aquila propone un appuntamento culturale di rilievo. La struttura museale, in attesa della mostra dedicata ad Ai Weiwei, offre al pubblico la visione di un importante film documentario. L'evento si terrà nella sala polifunzionale del museo.

La pellicola in questione si intitola [ÒDIO]. È stata realizzata dal collettivo artistico Motus. Il documentario ha ottenuto il riconoscimento dell'Italian Council 2024. Le sue opere sono entrate a far parte delle collezioni del Museo MAMbo di Bologna nel marzo 2026.

Dettagli sulla proiezione e il film

La giornata dedicata alla visione del film prevede cinque sessioni. Gli orari di inizio sono fissati alle 11:00, 12:30, 14:00, 15:30 e 17:00. L'accesso a tutte le proiezioni è completamente gratuito. Ogni proiezione avrà una durata di 90 minuti.

Il documentario affronta il tema della discriminazione. Raccoglie testimonianze dirette. Vengono narrate esperienze di violenza e bullismo. I protagonisti sono giovani provenienti da diverse nazionalità. Hanno background culturali differenti.

Il processo creativo di Motus

Il film è concepito come un'opera corale. È composto da decine di voci e volti. I registi Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, noti come Motus, hanno seguito questi giovani. Li hanno incontrati e coinvolti attivamente nel progetto. Il loro lavoro mira a creare una drammaturgia. Questa riflette sulla violenza diffusa nella società contemporanea.

I due artisti hanno preparato una serie di domande. Circa una ventina di quesiti sono stati proposti ai partecipanti. L'ispirazione per queste domande proviene dal libro "Odio. Il potere della resistenza". L'autrice è la scrittrice turco-tedesca Seyda Kurt.

Riflessioni ispirate a "Frankenstein"

Il film documentario si inserisce in una più ampia ricerca artistica. Questa è stata avviata da Motus nel 2023. La ricerca prendeva spunto dal celebre romanzo "Frankenstein" di Mary Shelley. La creatura del romanzo, priva di età definita, attraversa un percorso di crescita in totale isolamento.

Successivamente, scopre la figura del suo "padre" creatore. Trova il diario di quest'ultimo. Sentendosi rifiutata, la creatura sviluppa atteggiamenti di rivalsa. Questi sono tipici della fase adolescenziale. Si rivolgono sia all'istituzione familiare assente sia alla società in generale.

Il passaggio da un amore tenero e quasi ossessivo per il dottor Frankenstein a un odio inestinguibile è rapido. Questo percorso narrativo del romanzo offre spunti di riflessione. Vengono applicati alle dinamiche contemporanee di alienazione e rifiuto.

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