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Viaggiare per le festività pasquali in Calabria diventa sempre più proibitivo. Federconsumatori segnala aumenti fino al 133% su treni e voli, rendendo il rientro a casa una sfida economica per molti.

Aumenti diffusi sui trasporti per le feste

Le imminenti festività pasquali si profilano come un periodo di spesa considerevole per chi desidera spostarsi. Un'indagine condotta dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori mette in luce un incremento generalizzato dei costi su tutte le principali modalità di trasporto. Si stima che circa 3,8 milioni di famiglie, una su sette, prevedano di viaggiare. La maggior parte di questi spostamenti, oltre il 96%, avverrà all'interno dei confini nazionali. Questo dato è influenzato sia dall'aumento dei prezzi sia da un contesto internazionale instabile.

Studenti e lavoratori che vivono lontano dalla propria terra d'origine si trovano ad affrontare tariffe sempre più elevate. Questi cittadini sono spesso costretti a sostenere spese maggiori per poter rientrare nelle proprie case durante le festività.

Voli e treni: rincari consistenti a livello nazionale

A livello nazionale, i prezzi dei voli hanno registrato un aumento medio del 23%. Su alcune rotte europee, i rincari hanno superato l'80%. Anche il trasporto ferroviario non è esente da aumenti, con un incremento dell'11% rispetto all'anno precedente. Il confronto con un fine settimana standard rivela aumenti ancora più marcati, con una media del 47% e picchi del 65% su alcune tratte specifiche.

Il trasporto in autobus, sebbene rimanga l'opzione più economica, ha visto gli aumenti più significativi, raggiungendo il 72%. Questa tendenza generale rende la pianificazione dei viaggi sempre più complessa per i cittadini.

Situazione critica per raggiungere la Calabria

La situazione diventa ancora più critica per coloro che intendono raggiungere la regione Calabria. Il monitoraggio effettuato da Federconsumatori Calabria descrive il panorama tariffario come una vera e propria “giungla”. Per quanto riguarda i voli, si osservano aumenti fino al 15% sulla tratta Milano Bergamo-Lamezia e oltre il 10% sulla Roma-Lamezia, se confrontati con i prezzi del 2025. In alcuni casi specifici, come il raggiungimento di Crotone con scalo, il costo del biglietto può arrivare a 480 euro.

Il quadro ferroviario presenta criticità ancora maggiori. Oltre agli aumenti già registrati a livello nazionale, i dati regionali evidenziano incrementi che variano dal 56% fino a un impressionante 133% per la tratta Milano-Reggio Calabria nella settimana precedente la Pasqua. A contribuire all'aggravio dei costi non sono solo i rincari, ma anche l'estrema volatilità dei prezzi. Lo stesso biglietto può subire variazioni significative in pochi giorni, complicando la pianificazione del viaggio.

Differenze tra operatori e impatto dell'auto

L'analisi rivela anche significative differenze tra i diversi operatori di trasporto. Ad esempio, Italo, sulle tratte della costa tirrenica, offre risparmi fino al 40% rispetto a Trenitalia. Tuttavia, la tendenza generale rimane quella di un aumento consistente dei costi verso tutte le destinazioni calabresi. Anche l'automobile, spesso considerata una soluzione per contenere le spese, non rappresenta più un'opzione economica per tutti.

Il costo dei carburanti continua a salire, con un aumento del 4% per la benzina e del 26% per il diesel rispetto al 2025. Il viaggio in auto risulta conveniente solo se condiviso tra più persone. Questa situazione viene denunciata con forza da Federconsumatori Calabria.

Le denunce di Federconsumatori Calabria

La presidente di Federconsumatori Calabria, Mimma Iannello, ha espresso forte preoccupazione. «È una storia che si ripete ogni anno a danno di chi sceglie di tornare nella nostra regione», ha dichiarato. «Assistiamo a pratiche tariffarie poco trasparenti e a rincari inaccettabili. I calabresi di ritorno, già penalizzati dal caro vita e dall’aumento dei carburanti, non possono sostenere costi così elevati».

La Iannello ha inoltre sottolineato la necessità di un intervento normativo. «Le politiche tariffarie devono essere improntate alla trasparenza e alla sostenibilità sociale», ha affermato. «L’attuale sistema, basato sulla domanda, rischia di trasformarsi in un meccanismo speculativo. Continueremo a chiedere alle Autorità competenti e alla politica di intervenire per garantire un accesso equo alla mobilità».

Il quadro generale dipinge un quadro di mobilità sempre più onerosa. Questo scenario rischia di penalizzare in modo particolare coloro che vivono lontano da casa per motivi di studio o lavoro. Il ritorno in famiglia, che dovrebbe essere un diritto accessibile durante le festività, si conferma invece un ostacolo economico sempre più difficile da superare.

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