Indagini concluse a Lamezia Terme riguardano 61 persone per presunte violazioni sull'immigrazione e truffa ai danni dello Stato. Sono state revocate 55 misure di reddito di cittadinanza.
Conclusione indagini su immigrazione e reddito di cittadinanza
La Procura di Lamezia Terme ha comunicato la conclusione delle indagini preliminari a 61 persone. Le accuse riguardano violazioni del testo unico sull'immigrazione. Le indagini sono state condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. I fatti contestati includono favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Sono contestati anche il falso ideologico in atto pubblico e la truffa. L'omessa denuncia da parte di un pubblico ufficiale è un'altra accusa. Viene contestata anche l'indebita percezione del reddito di cittadinanza. Sono state rilevate erogazioni a danno dello Stato.
Sistema illecito per favorire immigrazione e residenza
Un pubblico ufficiale avrebbe attestato falsamente la residenza di stranieri a Lamezia Terme. Questo serviva a facilitare l'iscrizione nei registri anagrafici. Il sistema illecito si avvaleva della complicità di questo funzionario. Sono state prodotte false comunicazioni di assunzione. Sono stati creati anche finti contratti di locazione. Questi documenti sono stati registrati presso l'Agenzia delle Entrate. Lo scopo era favorire la permanenza illegale in Italia. A volte si mirava al rinnovo del permesso di soggiorno. Molti cittadini extracomunitari ne avrebbero beneficiato.
Coinvolgimento di altri pubblici ufficiali e finti matrimoni
Un altro dipendente pubblico risulta indagato. La sua posizione riguarda un falso verbale di accertamento di residenza. Un ulteriore pubblico ufficiale è indagato per rivelazione di segreto d'ufficio. Questo si riferisce alle attività della GDF nel suo ufficio. Le indagini riguardavano il procedimento in corso. Altri indagati avrebbero documentato assunzioni fittizie. Si trattava principalmente di lavoratori domestici. Sono stati organizzati anche finti matrimoni. Questi univano cittadini italiani con donne magrebine. Alcuni italiani coinvolti avevano più di settant'anni.
Patronato e reddito di cittadinanza: guadagni illeciti
Le indagini hanno portato alla luce l'attività di un patronato di Lamezia Terme. Questo era gestito da persone formalmente disoccupate. I gestori percepivano il reddito di cittadinanza. Tuttavia, avrebbero ottenuto guadagni illeciti. Questi derivavano dai corrispettivi richiesti agli extracomunitari. I soldi erano per curare pratiche di assunzione fittizia. A 55 soggetti è stato revocato il reddito di cittadinanza. La revoca è conseguenza di false dichiarazioni sulla residenza. Si riferiscono a chi dichiarava di risiedere in Italia da almeno 10 anni. Dei 61 indagati, 47 sono stranieri. I restanti 14 sono cittadini italiani.