Luigi Micheli, ex dirigente dello Spezia, esprime fiducia nella squadra nonostante la difficile situazione. Sottolinea l'importanza della mentalità e delle prossime partite cruciali per la salvezza.
Micheli: "Non sono pessimista, serve una scintilla"
Luigi Micheli, figura di spicco nello Spezia per quasi un decennio sotto la presidenza Volpi, mantiene un cauto ottimismo. L'ex amministratore delegato ha condiviso le sue riflessioni con Radio Picco, emittente locale. Ha osservato una buona partenza della squadra in alcune partite, come accaduto di recente allo Stadio dei Marmi. Tuttavia, ha notato come un singolo episodio possa ribaltare l'inerzia.
«La prima mezz’ora ho visto un bello Spezia», ha dichiarato Micheli. Ha poi aggiunto che il gol subito ha inciso negativamente. «Fino al gol di Calabrese lo Spezia aveva fatto il suo», ha spiegato. «Poi alla prima occasione va sotto. Ma è anche figlio della classifica, perché restano le paure».
Il problema mentale dello Spezia
Secondo Micheli, il problema principale dello Spezia risiede nella sfera mentale. Nonostante una rosa competitiva e un buon allenatore, il calcio moderno richiede anche una forte componente psicologica. L'ex dirigente ha portato un esempio dalla sua esperienza passata, ricordando un periodo difficile in Serie B. «Ci successe nel primo anno di B, dopo il Triplete», ha raccontato. «Cambiammo tre allenatori, perdemmo in casa 6-0 con il Novara, non riuscivamo ad uscirne e la squadra era forte».
Ha evidenziato la qualità dei giocatori attualmente in rosa. «C’è ancora la possibilità di tirarsi fuori e me lo auguro», ha affermato. Ha sottolineato come la società e i tifosi meritino di meglio. «Non lo merita questa società molto seria e non lo merita questo pubblico», ha concluso.
Prossime partite decisive per la salvezza
Le prossime due sfide saranno cruciali per le sorti dello Spezia. Micheli ha ribadito l'importanza di questi incontri per invertire la rotta. «Le prossime due partite sono fondamentali», ha insistito. La sua speranza è che la squadra trovi quella «scintilla» necessaria per superare le difficoltà e dimostrare il proprio valore.
L'ex dirigente ha espresso la sua vicinanza alla squadra, non mancando mai una partita. «Nove anni di Spezia non si scordano, non me ne perdo una», ha detto con affetto. La sua analisi si basa sull'osservazione diretta e sulla profonda conoscenza del mondo del calcio.
Un organico di valore ma con difficoltà
Micheli ha riconosciuto il valore dell'organico a disposizione. Ha citato giocatori come Valoti, un nome che all'epoca della sua dirigenza era considerato irraggiungibile. «C’è ancora la possibilità di tirarsi fuori», ha ripetuto, mostrando fiducia nella capacità di reazione del gruppo. La sua analisi è lucida e pragmatica, focalizzata sugli aspetti che possono fare la differenza.
La sua esperienza pluriennale nel club gli permette di comprendere le dinamiche interne e le pressioni esterne. La sua dichiarazione a Radio Picco vuole essere uno stimolo per la squadra e per l'ambiente. La salvezza è ancora alla portata, ma richiederà un cambio di passo significativo.