Un grave episodio di violenza ha scosso il carcere della Spezia. Detenuti hanno devastato locali, inclusa la palestra, e ferito un agente di polizia penitenziaria. Il sindacato denuncia condizioni insostenibili.
Danni ingenti e agente ferito alla Spezia
Un pomeriggio di caos si è verificato nella casa circondariale della Spezia. La violenza è scoppiata nel pomeriggio di lunedì 30 marzo 2026. Secondo le prime ricostruzioni, la situazione è degenerata rapidamente. La Uilfp Polizia Penitenziaria ha denunciato l'accaduto. Parlano di una «deriva di insicurezza insostenibile» nel penitenziario.
L'origine della protesta sembra essere legata a richieste di inserimento immediato in attività lavorative. Quattro detenuti avrebbero manifestato il loro dissenso in modo violento. Hanno agito senza attendere le procedure previste. La loro azione ha scatenato una reazione a catena.
Distrutti arredi e locali resi inagibili
La rivolta è iniziata nella seconda sezione, al secondo piano di Villa Andreino. I detenuti coinvolti hanno iniziato a distruggere gli apparati telefonici. Hanno sradicato i telefoni e li hanno usati come armi improvvisate. Il personale di Polizia Penitenziaria è stato preso di mira. Sono state inoltre distrutte le vetrate delle finestre. La violenza non si è fermata a questo punto.
Uno dei detenuti è riuscito a raggiungere il piano terra. Lì ha provocato danni ingenti alla palestra. Ha utilizzato la lancia dell'idrante. Questo ha reso inagibili gli spazi dedicati all'attività fisica. La situazione è rapidamente degenerata.
Un agente di polizia penitenziaria ferito
Durante il tentativo di sedare la rivolta, un agente di Polizia Penitenziaria è rimasto gravemente ferito. Ha riportato un trauma significativo a un occhio. È stato immediatamente trasportato al pronto soccorso della città. L'intervento del personale presente è stato definito eroico. Grazie alla loro professionalità, la sicurezza è stata ripristinata verso le 19:30. L'agente ferito ha ricevuto una prognosi di 30 giorni.
Le denunce del sindacato Uilfp
Fabio Pagani, segretario regionale della Uilfp Polizia Penitenziaria, ha espresso forte preoccupazione. «Non possiamo più accettare che la sicurezza sia affidata al sacrificio dei singoli», ha dichiarato. Ha evidenziato il sovraffollamento della struttura. Attualmente ci sono 210 detenuti a fronte di una capienza di 152 posti. «È una polveriera», ha aggiunto Pagani.
Il sindacalista ha criticato la gestione dell'istituto. Ha sottolineato la mancanza di provvedimenti immediati contro i responsabili. «Sembra che nell’istituto spezzino non esistano più regole né certezza della pena disciplinare», ha affermato. La direzione e il comando sono stati definiti «approssimativi».
La Uilfp chiede un intervento urgente al Provveditore e al Dap. «Il personale è allo stremo», ha concluso Pagani. «Non può continuare a operare in un clima di totale anarchia detentiva.»
Situazione critica nel carcere della Spezia
L'episodio di violenza alla Spezia non è isolato. Altri sindacati e sigle hanno espresso solidarietà all'agente ferito. Hanno ribadito la necessità di interventi strutturali e di una gestione più ferma. La situazione del personale di polizia penitenziaria è considerata sempre più a rischio. Si temono ulteriori episodi di violenza.
Le richieste includono l'aumento degli organici, il miglioramento delle strutture e l'adozione di strumenti di difesa come lo spray al peperoncino. La sicurezza e l'incolumità del personale sono considerate prioritarie e non negoziabili. La Uilfp ha minacciato iniziative di protesta se non verranno presi provvedimenti concreti.