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Le imbarcazioni da pesca in Liguria affrontano una crisi senza precedenti a causa dell'impennata dei costi del gasolio. Le associazioni di categoria chiedono un supporto immediato per evitare il blocco totale delle attività.

Crisi del carburante colpisce la pesca

Il settore della pesca in Liguria è in ginocchio. L'aumento spropositato del prezzo del gasolio ha creato una situazione insostenibile per gli operatori. I costi sono quasi raddoppiati in breve tempo.

Si è passati da circa 0,80 euro al litro a cifre che toccano 1,50 euro. Le previsioni indicano un'ulteriore crescita dei prezzi. Questa escalation rende la pesca un'attività economicamente insostenibile.

Approvvigionamento incerto e richieste di aiuto

Oltre al costo elevato, i pescatori denunciano l'incertezza sull'approvvigionamento. Alcuni distributori non riescono più a garantire le forniture. La situazione varia da provincia a provincia.

Ad Imperia il prezzo si attesta sui 1,50 euro al litro. A La Spezia si parla di 1,56 euro per il prossimo carico. Queste cifre sono confermate da rappresentanti di categoria come Augusto Comes di Federcoopesca-Confcooperative.

Le associazioni di categoria, tra cui Anapi Pesca con il suo vice presidente Alessandro Capelli, esprimono forte preoccupazione. «Come se non bastassero i prezzi fuori controllo», dichiara Capelli, «c'è anche l'incertezza dell'approvvigionamento».

Richiesta di interventi immediati

La gravità della situazione sta spingendo i pescatori a valutare azioni drastiche. Sulle chat dedicate al settore si parla di uno stop delle imbarcazioni. È necessario un intervento rapido e concreto da parte delle istituzioni.

Le associazioni chiedono aiuti immediati, paragonabili a quelli erogati durante la crisi legata alla guerra in Ucraina. Uno sconto del 20% sulle ritenute d'acconto non è considerato sufficiente per fronteggiare l'emergenza.

La richiesta è chiara: un sostegno economico diretto per permettere al settore di sopravvivere. Senza interventi urgenti, molte attività potrebbero essere costrette a chiudere definitivamente. La flotta peschereccia ligure rischia di fermarsi.

Impatto della crisi internazionale

La guerra in Iran, sebbene geograficamente distante, ha ripercussioni significative sull'economia globale. L'aumento dei costi energetici, incluso il gasolio, è una delle conseguenze più dirette. Questo impatta pesantemente su settori strategici come la pesca.

La dipendenza dai combustibili fossili rende il settore vulnerabile a queste fluttuazioni di mercato. Le associazioni chiedono una riflessione più ampia sulle politiche energetiche e sul futuro della pesca.

Il futuro della pesca ligure

La crisi attuale mette a rischio non solo le singole imbarcazioni, ma l'intero indotto legato alla pesca. Ristoranti, mercati ittici e comunità che vivono di questo comparto potrebbero subire gravi danni.

È fondamentale che le autorità competenti ascoltino il grido d'allarme dei pescatori. Un piano di aiuti mirato e tempestivo è l'unica soluzione per scongiurare un collasso del settore.

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