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L'impennata dei costi del carburante minaccia la sopravvivenza di circa 300 imprese di trasporto persone in Umbria. Cna chiede interventi urgenti e un trattamento equo rispetto al trasporto merci.

Allarme Cna per le imprese di trasporto persone

La Cna Trasporto Persone lancia un grido d'allarme. Le imprese del settore sono in grave difficoltà. L'aumento dei prezzi del carburante mette a repentaglio la loro esistenza. Si teme la chiusura di circa trecento aziende solo in Umbria. I presidenti regionali Paolo Calistroni (bus), Massimo Marcantonini (taxi) e Fabio Spigarelli (Ncc) hanno inviato un appello. Si rivolgono ai parlamentari eletti sul territorio. Chiedono interventi mirati e tempestivi. La loro richiesta è chiara: sostenere il settore o equipararlo al trasporto merci.

«Siamo molto preoccupati per la tenuta delle imprese», affermano i rappresentanti Cna. Queste aziende garantiscono la mobilità a cittadini e turisti. Senza aiuti concreti, molte non sopravvivranno. Il settore del trasporto persone è spesso dimenticato dalle politiche nazionali. Eppure, offre un servizio essenziale per la comunità. L'appello è affinché non resti inascoltato.

Costi insostenibili per le aziende umbre

I presidenti Cna non usano mezzi termini. Parlano di «sopravvivenza a rischio» a causa dei prezzi del carburante. I costi attuali non sono più assorbibili. Non possono essere interamente scaricati su utenti e committenti. Ci sono diverse ragioni a riguardo. Le gite scolastiche, ad esempio, hanno contratti chiusi. I corrispettivi sono fissati da gare precedenti. Non è possibile adeguare i prezzi. Anche il trasporto scolastico presenta difficoltà simili. Gli appalti hanno tariffe fisse. Il comparto taxi, inoltre, opera con tariffe vincolate. La situazione è critica per tutti.

Anche il trasporto turistico è duramente colpito. L'incertezza internazionale crea problemi. La contrazione dei consumi è un altro fattore. Alcune rotte sono bloccate. Si paventano razionamenti del carburante. Diversi voli sono già stati sospesi. Tutto ciò porta all'annullamento delle prenotazioni. Il movimento turistico è in calo. Si prevede un peggioramento nei prossimi mesi.

Mancanza di sostegno per il trasporto persone

Marina Gasparri, responsabile regionale Cna Trasporti Umbria, ha evidenziato la gravità della situazione. La Cna aveva già espresso preoccupazione al ministro dei trasporti Matteo Salvini. Questo era avvenuto dopo il primo decreto «Caro Carburante». Il governo aveva previsto misure per il trasporto merci. Queste misure, sebbene insufficienti, erano state un segnale. Tuttavia, nulla è stato fatto per le imprese di trasporto persone. Questo settore subisce un impatto analogo sui costi. Non beneficia nemmeno di meccanismi di compensazione energetica. Non recupera le accise. Questa disparità di trattamento è incomprensibile. Crea un trattamento iniquo in un momento di crisi per tutto il trasporto.

Richieste concrete e appello alla parità

Le richieste della Cna sono chiare. Si chiede l'adozione di «misure concrete». Un contributo sotto forma di credito d'imposta è una delle proposte. Questo servirebbe a compensare i maggiori costi del carburante. L'obiettivo è equiparare il trasporto persone al trasporto merci. Inoltre, si chiede la riapertura del confronto politico. Si vuole discutere l'introduzione di agevolazioni strutturali. Un esempio è il «carburante professionale». Questo tipo di agevolazione esiste già per altri settori. È fondamentale garantire un trattamento equo.

«Non ci possono essere imprese di serie A e altre di serie B», sottolineano i presidenti Cna. In momenti difficili, la solidarietà è essenziale. Il comparto del trasporto merci è stato riunito in assemblea. Si stanno valutando iniziative di mobilitazione congiunta. La Cna è pronta a realizzare altre azioni. Queste saranno a sostegno del trasporto persone. Questo avverrà in assenza di segnali concreti. La parità di trattamento è un diritto. Non si può più attendere.

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