La Toscana conferma la sua leadership nella gestione dei rifiuti elettronici, registrando un aumento del 5,2% nella raccolta RAEE domestici nel 2025. La regione si posiziona al terzo posto in Italia per quantitativi pro capite, superando la media nazionale.
Toscana al vertice per raccolta RAEE pro capite
La regione Toscana si distingue nuovamente per l'eccellenza nella gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE). Nel corso del 2025, i dati del Rapporto regionale del Centro di Coordinamento RAEE evidenziano una raccolta complessiva di 31.995 tonnellate di RAEE domestici. Questo dato rappresenta un incremento del 5,2% rispetto all'anno precedente, il 2024. La performance toscana si traduce in un valore pro capite di 8,74 kg per abitante. Tale cifra supera significativamente la media nazionale, attestata a 6,22 kg/abitante. Di conseguenza, la Toscana consolida la sua terza posizione a livello italiano per quanto concerne la raccolta pro capite di questi particolari rifiuti. L'efficacia di questo risultato è attribuibile a una duplice strategia. Essa include sia l'operato dei Sistemi Collettivi, gestiti dai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), sia la gestione dei quantitativi da parte del servizio integrato di rifiuti urbani. Quest'ultimo, operato da Sei Toscana, assicura l'avvio a corretto riciclo o alla preparazione per il riutilizzo. I materiali trattati vengono poi comunicati al CdC RAEE, in virtù di uno specifico accordo. Questo sistema integrato garantisce un percorso completo e tracciabile per i RAEE.
Piccoli elettrodomestici e climatizzatori guidano la crescita
L'incremento della raccolta RAEE in Toscana è trainato principalmente da due categorie specifiche di apparecchiature. In primo luogo, i piccoli elettrodomestici e i dispositivi di elettronica di consumo (raggruppamento R4) registrano un aumento notevole. Hanno raggiunto le 7.606 tonnellate, segnando un +9,1%. Questo comparto include una vasta gamma di oggetti di uso quotidiano. Successivamente, il settore relativo a “freddo e clima” (raggruppamento R1) mostra una crescita robusta. Ha toccato le 8.402 tonnellate, con un incremento dell'8,6%. Questi dati riflettono una maggiore consapevolezza e attenzione verso la gestione di apparecchiature come frigoriferi, condizionatori e congelatori. Anche i cosiddetti “grandi bianchi” (raggruppamento R2), che comprendono lavatrici, lavastoviglie e forni, registrano un trend positivo. Hanno raggiunto le 13.407 tonnellate, con un incremento del 4,7%. Al contrario, si osserva un calo per altre categorie. I televisori e i monitor (raggruppamento R3) sono scesi a 2.489 tonnellate (-10,7%). Questo declino è ancora collegato alle ultime fasi del cambiamento tecnologico, con la progressiva dismissione dei vecchi apparecchi. Le sorgenti luminose (raggruppamento R5) si attestano a 90 tonnellate, registrando un calo del 9,5%. Questi dati evidenziano una differenziazione nelle dinamiche di raccolta tra le varie tipologie di RAEE.
Livorno e Lucca eccellono, Prato in ritardo
Analizzando il dettaglio provinciale, emergono quadro ancora più sfaccettato rispetto alla media regionale. Le province di Livorno e Lucca si posizionano ai vertici della classifica toscana. Livorno raggiunge 11,35 kg/ab, mentre Lucca si attesta a 10,13 kg/ab. Entrambe superano la doppia cifra e si collocano rispettivamente al quarto e settimo posto nella graduatoria nazionale pro capite. Performance positive anche per Grosseto (9,93 kg/ab) e Firenze (9,54 kg/ab). Seguono Siena (8,46 kg/ab), Pistoia (8,15 kg/ab), Pisa (8,03 kg/ab), Arezzo (8 kg/ab) e Massa Carrara (7,73 kg/ab). Tutte queste province superano le rispettive medie nazionali per le principali categorie di RAEE, come freddo e clima, grandi bianchi e piccoli elettrodomestici. L'unica nota stonata nel panorama toscano è rappresentata dalla provincia di Prato. Essa risulta essere l'unica provincia toscana al di sotto della media italiana, con soli 3,16 kg/ab. Questo divario significativo è stato segnalato dagli addetti ai lavori come un campanello d'allarme. Indica la necessità impellente di potenziare i canali di raccolta e le infrastrutture dedicate sul territorio pratese. La disparità tra le province evidenzia l'importanza di strategie mirate per uniformare le performance su scala regionale.
Canali di raccolta e incentivi economici
La maggior parte della raccolta dei RAEE in Toscana avviene attraverso i canali considerati “tradizionali”. Nel 2025, ben il 75% dei rifiuti elettronici toscani è stato conferito presso i centri di raccolta comunali. Questi centri rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i cittadini. Tuttavia, assume un ruolo sempre più rilevante anche la distribuzione commerciale. Il 24% dei RAEE proviene infatti dai punti vendita. Questo avviene tramite i sistemi di ritiro “1 contro 1”, dove il negoziante ritira un apparecchio usato a fronte dell'acquisto di uno nuovo, e “1 contro 0”. Quest'ultima modalità permette la consegna gratuita di piccoli RAEE, anche senza alcun acquisto contestuale. Oltre ai risultati ambientali, emerge con chiarezza l'impatto economico positivo generato dagli incentivi legati alla qualità della raccolta. Nel 2025, i Comuni e i punti vendita della regione hanno beneficiato di premi di efficienza per un totale di 3.162.471 euro. Questi contributi sono erogati dai produttori, attraverso i Sistemi Collettivi, per sostenere i gestori che rispettano i requisiti previsti dagli Accordi di programma. La provincia che ha ricevuto l'erogazione complessiva più alta è stata Firenze, con 1.127.941 euro. Tuttavia, in termini di contributo medio per tonnellata raccolta, Massa Carrara primeggia con 127 €/ton. Seguono Livorno (121 €/ton). Questi valori si attestano tra i più alti a livello nazionale, testimoniando l'efficacia del sistema di incentivazione.
Prospettive future e ruolo della collettività
Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE, considera il dato regionale un segnale incoraggiante. «La Toscana continua ad avvicinarsi agli obiettivi europei, con una buona crescita complessiva», ha dichiarato. Ha inoltre sottolineato come «la quasi totalità delle province contribuisca in modo attivo», evidenziando alcune eccellenze specifiche: Grosseto nel comparto “freddo e clima”, Livorno per i grandi bianchi e Lucca per i piccoli elettrodomestici. Nonostante i successi, rimane una priorità assoluta «intervenire nella provincia di Prato». Longoni ha specificato che sarà fondamentale un ruolo più attivo della distribuzione, attualmente «sostanzialmente assente» nel ritiro dei RAEE. La Regione Toscana rivendica con orgoglio l'impostazione strategica adottata negli ultimi anni. L'assessore all'Ambiente, David Barontini, parla di performance superiori alla media nazionale. Questo successo è attribuito a incentivi mirati, cofinanziamenti e a un potenziamento dei servizi. Tra questi, il rafforzamento dei centri di raccolta, l'introduzione di contenitori stradali smart, l'impiego di ecofurgoni e centri mobili. L'assessore rilancia inoltre le campagne di sensibilizzazione sui sistemi “1 contro 1” e “1 contro 0”. L'obiettivo è recuperare metalli preziosi e materie prime critiche, con un focus sui piccoli RAEE e sui punti di prossimità. L'intento ultimo, spiega Barontini, è mantenere e migliorare gli standard raggiunti. Questo per confermarsi tra le regioni all'avanguardia nel recupero dei rifiuti elettrici ed elettronici. Tuttavia, tutto ciò è subordinato a una condizione essenziale: la partecipazione attiva della collettività. La raccolta corretta, infatti, inizia dal gesto quotidiano di ogni cittadino nel conferire i propri rifiuti nel posto giusto. La collaborazione di tutti è fondamentale per raggiungere gli ambiziosi traguardi ambientali prefissati.