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Quaranta ricci salvati e riabilitati al Centro Recupero Animali Selvatici di Campomorone sono pronti per essere reintrodotti nel loro habitat naturale. Dopo mesi di cure, gli animali hanno raggiunto il peso ideale per sopravvivere autonomamente.

Liberazione di 40 ricci in natura

Un gruppo di circa quaranta ricci, scientificamente noti come Erinaceus europaeus, si prepara a tornare nel proprio ambiente naturale. Questi piccoli animali hanno trascorso diversi mesi presso il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Campomorone. La loro permanenza è stata fondamentale per garantirne la sopravvivenza e il benessere.

Molti di questi esemplari sono stati accolti presso la struttura tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. Al loro arrivo, presentavano un peso medio di circa 200 grammi. Questa condizione li rendeva inadatti ad affrontare il periodo del letargo invernale in modo autonomo. Senza un intervento adeguato, le loro possibilità di sopravvivenza sarebbero state seriamente compromesse.

Cure e ambientamento al CRAS

I volontari del CRAS hanno seguito attentamente ogni animale durante i mesi più freddi. Le cure mirate hanno permesso ai ricci di recuperare peso e forza. L'obiettivo era raggiungere una condizione fisica ottimale per poter affrontare la vita selvatica. Questo percorso di recupero è stato essenziale per la loro futura reintroduzione.

«Con la crescita», ha spiegato l'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) di Genova, «una parte degli animali è stata spostata in recinti di ambientamento. Questi spazi sono stati creati per simulare le condizioni naturali, pur garantendo protezione. Permettono ai ricci di abituarsi gradualmente all'ambiente esterno, continuando a nutrirsi autonomamente. Alcuni esemplari hanno raggiunto anche gli 800 grammi di peso in queste aree protette.»

Ritorno alla vita selvatica

La decisione di rilasciare i ricci in natura avverrà non appena le condizioni climatiche saranno più stabili. Si attenderà un periodo con temperature costanti per evitare shock termici agli animali. La reintroduzione avverrà in aree considerate idonee e sicure. Saranno scelte zone lontane dal traffico stradale per minimizzare i rischi di incidenti.

Questo progetto di recupero e rilascio dimostra l'importanza del lavoro svolto dai centri come il CRAS di Campomorone. La collaborazione tra enti e volontari permette di salvare specie vulnerabili. La tutela della fauna selvatica locale è un obiettivo primario per la conservazione della biodiversità del territorio.

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