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Un'operazione regionale ha portato al sequestro di circa 21 tonnellate di prodotti ittici in Sicilia. L'iniziativa ha contrastato l'abusivismo commerciale e verificato la sicurezza alimentare.

Controlli estesi su tutta la Sicilia occidentale

Si è conclusa con un bilancio significativo l'Operazione Regionale “PHOENIX”. L'iniziativa è stata guidata dal 12° Centro di Controllo Area Pesca della Sicilia Occidentale. L'azione ha permesso di recuperare circa 21 tonnellate di prodotti ittici. Numerosi militari hanno partecipato all'operazione. Gli ispettori “pesca” hanno operato in tutta la Sicilia occidentale. Il loro compito era contrastare l'abusivismo commerciale. Sono state effettuate 335 ispezioni. Queste hanno portato al sequestro dell'ingente quantitativo di prodotto ittico. Sono state inoltre elevate sanzioni amministrative per 150.000 euro.

Focus su vendita illegale e sicurezza alimentare

L'operazione ha avuto un'intensificazione particolare. Ciò è avvenuto alla luce di recenti notizie su intossicazioni alimentari. Si è posta attenzione anche a problemi di epatite legati al consumo di pesce crudo. L'attività si è concentrata sulla vendita illegale su strada. È stata anche verificata la sicurezza alimentare lungo tutta la filiera. Durante i controlli stradali, i militari hanno sequestrato circa 4 tonnellate di pescato. Questo veniva commercializzato su strada. In alcuni casi, il pesce era esposto su banchetti improvvisati. Tra i prodotti sequestrati, oltre 6.000 ricci di mare vivi. Questi sono stati rigettati in mare per rispettare l'ecosistema marino. Sono stati anche sequestrati circa 200 kg di cozze. Altri 100 kg di vongole sono stati recuperati. Questi molluschi erano privi dei requisiti di tracciabilità. Erano venduti su strada in vasche d'acqua non idonee. Il rischio di contaminazione era elevato.

Sequestri in depositi e ristoranti

Le attività ispettive si sono estese anche ai depositi. Nella provincia di Caltanissetta, la Guardia Costiera di Gela ha rinvenuto circa 8 tonnellate di prodotti scaduti. In un deposito nella provincia di Palermo, la Guardia Costiera di Porticello ha sequestrato ulteriori 6 tonnellate di semilavorati. Questi avevano superato il termine minimo di conservazione. Risultati notevoli sono stati ottenuti nel settore della ristorazione. I militari, con il supporto del personale sanitario dell'ASP di Palermo, Caltanissetta e Agrigento, hanno sequestrato 1.100 kg di prodotti ittici. Questi includevano anche prodotti lavorati e pronti per il consumo. Mancavano della tracciabilità e delle norme del “pacchetto igiene” HACCP. Tutto il prodotto ittico sequestrato è stato distrutto da ditte specializzate. Il personale ispettivo del compartimento Marittimo di Porto Empedocle ha agito congiuntamente. Gli ispettori della Guardia Costiera di Sciacca e Licata, insieme al personale sanitario, hanno disposto la chiusura di due ristoranti in provincia di Agrigento. Le attività sono state sospese per gravi carenze igienico-sanitarie.

Controlli futuri e raccomandazioni ai cittadini

La Guardia Costiera ha annunciato che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni. L'attenzione sarà focalizzata sulla tutela della salute pubblica. Si mira anche a salvaguardare la corretta commercializzazione dei prodotti ittici. L'obiettivo principale è contrastare in modo più efficace il fenomeno dell'abusivismo su strada. Questo è considerato una criticità importante nel territorio palermitano. Si punta anche alla corretta attuazione delle procedure HACCP. L'Autorità Marittima raccomanda ai cittadini di evitare l'acquisto di prodotti ittici venduti su strada. È fondamentale verificare la tracciabilità. Il consumo di alimenti non controllati comporta rischi per la salute.

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