Luciano Garofano, ex generale dei Carabinieri e consulente nel caso Garlasco, interverrà al Collegio Cairoli di Pavia per discutere del divario tra giustizia e narrazione mediatica. L'evento esplorerà come i media influenzano la percezione pubblica dei processi.
Il divario tra giustizia e media
Esistono due tipi di processi: quelli legali e quelli mediatici. I secondi, diffusi su TV e giornali, spesso filtrano le notizie per ottenere maggiore audience. Questa distorsione della realtà sarà al centro di un incontro a Pavia. L'evento vedrà la partecipazione di Luciano Garofano, ex generale dei Carabinieri. Ha lavorato con i Ris su casi celebri e fu consulente per la famiglia Sempio nel delitto di Garlasco.
L'appuntamento è organizzato dal Lions Pavia Le Torri. Si terrà venerdì 10 aprile alle 18:30. L'ingresso è libero. Il dialogo si intitola “Media e processo: quale verità per l’opinione pubblica?”. Garofano dialogherà con il giornalista Roberto Torti.
Il percorso scientifico di Garofano
Interrogato sul suo percorso, Garofano ha spiegato il suo ingresso nell'Arma come biologo. Si è subito dedicato alle analisi chimiche. Ha analizzato gli esplosivi della strage di Bologna nel 1980. Successivamente, ha compreso l'importanza dello studio del DNA. Dopo un periodo a Torino, tornò a Roma. Lì organizzò l'unico laboratorio dei Carabinieri dedicato all'analisi del DNA.
Dal 1995 al 2009, Garofano ha guidato i Ris di Parma. Questo reparto si è occupato di molti dei più importanti casi criminali italiani. Tra questi, ricorda la strage della famiglia Carretta. Cita anche il serial killer Donato Bilancia e il caso della contessa Vacca Augusta. Non dimentica il delitto di Cogne, tra i tanti.
Evoluzione delle tecniche forensi
Garofano ha notato un'evoluzione significativa nel suo campo. In passato, l'Italia era meno avanzata tecnologicamente. Durante le indagini sulla strage di Capaci nel 1992, fu necessario recarsi a Washington. L'obiettivo era confermare analisi su mozziconi di sigaretta. Oggi, le procedure di analisi forense sono globalmente omogenee. Le possibilità tecniche attuali sono notevolmente superiori.
La sua è una disciplina scientifica. Tuttavia, esami simili commissionati a consulenti diversi possono portare a conclusioni opposte. Garofano attribuisce ciò a diversi fattori. La scienza è intrinsecamente imperfetta. Esiste un margine di interpretazione umana. Infine, le competenze e l'onestà professionale sono variabili cruciali.
L'impatto dei media sui casi giudiziari
I risultati delle analisi scientifiche finiscono spesso nell'arena pubblica. Questo può creare opinioni basate su premesse errate. Il caso di Garlasco ne è un esempio lampante. Negli ultimi anni, la narrazione mediatica ha messo in discussione risultati già vagliati dai giudici. Alcuni media sembrano avere la missione di guadagnare ascolti. Lo fanno disprezzando la vittima e la verità processuale.
Garofano è stato consulente per la difesa di Andrea Sempio nel 2016 e nel 2025. Ha notato un crescente interesse mediatico attorno alla storia fin dal 2007. Tuttavia, non si aspettava tale intensità. Prima, il confronto avveniva in modo educato. Oggi, riceve messaggi offensivi. Viene accusato di aver mandato in carcere Alberto Stasi, come se fosse una sua decisione personale. In realtà, la decisione spetta ai giudici.
Anche altri grandi casi hanno visto un'alta attenzione mediatica. Tuttavia, oggi giornali e TV dedicano spazio quotidiano a Garlasco. Ospitano chiunque metta in dubbio indagini e analisi. Questo processo devia l'opinione pubblica.
Motivazioni del ritiro dall'incarico
Nel 2025, Garofano ha rinunciato all'incarico nella difesa di Sempio. Non è stato a causa dell'eccessiva esposizione mediatica, con cui convive. La ragione principale è stata una divergenza di vedute. Garofano riteneva l'impronta 33 una prova fondamentale da discutere. Gli avvocati di Andrea Sempio non la pensavano così. Dopo aver chiesto a Sempio la sua preferenza, e questi aver scelto di seguire i suoi legali, Garofano ha fatto un passo indietro.
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