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L'ex legale di Andrea Sempio, Massimo Lovati, ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte telefoniche. L'episodio, definito dall'avvocato come insignificante, risale a circa un mese fa e riguarda il suo coinvolgimento nel caso del delitto di Garlasco.

Minacce di morte al telefono

L'avvocato Massimo Lovati, noto per aver difeso Andrea Sempio nell'ambito della nuova indagine sul delitto di Garlasco, ha rivelato di aver ricevuto minacce di morte. L'episodio risale a circa un mese fa, ma è emerso solo di recente. Lovati ha minimizzato l'accaduto, definendolo «una cosa insignificante» e affermando di averlo già dimenticato.

Il legale ha confermato quanto dichiarato in televisione, raccontando che le minacce sono avvenute mentre si trovava presso il suo assicuratore. La sua assistente rispose al telefono, poiché il suo cellulare continuava a squillare. La donna avrebbe urlato, spaventata dalle parole dell'interlocutore.

Una voce maschile, proveniente da un numero privato, avrebbe minacciato Lovati. L'interlocutore avrebbe affermato che, se l'avvocato fosse apparso ancora in televisione, avrebbe subito la stessa sorte di David Rossi. Quest'ultimo, ex capo della comunicazione di Mps, morì precipitando dalla finestra del suo ufficio nel marzo 2013.

La denuncia dell'assistente

Nonostante la volontà di Lovati di non dare peso alle minacce, la sua assistente ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. «Nonostante io fossi contrario, la dottoressa ha voluto andare dai carabinieri», ha dichiarato l'avvocato. Egli ha ribadito di non aver dato importanza all'episodio e di non aver seguito la denuncia della sua collaboratrice.

Il giorno seguente, la stessa persona avrebbe richiamato. Lovati, tuttavia, ha immediatamente riattaccato, confermando la sua volontà di non dare seguito alla vicenda. Per lui, si è trattato di un episodio di poco conto, nonostante la gravità delle parole pronunciate.

Un processo per diffamazione

Parallelamente a queste vicende, l'avvocato Massimo Lovati dovrà affrontare un processo per diffamazione. L'ex legale di Andrea Sempio è imputato per dichiarazioni considerate gravemente diffamatorie nei confronti dello studio legale Giarda. Questo studio aveva precedentemente difeso Alberto Stasi, imputato principale nel caso del delitto di Chiara Poggi.

Le accuse si concentrano su affermazioni fatte da Lovati ai cronisti. Egli aveva definito la prima inchiesta del 2017, a carico di Sempio, come «il risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello studio Giarda». Lovati aveva anche parlato di una «manipolazione organizzata dagli investigatori dello Studio» per il prelievo del DNA.

La Procura ha ritenuto queste espressioni diffamatorie, portando alla citazione diretta a giudizio dell'avvocato. Il processo si aprirà il 26 maggio davanti alla terza sezione penale del tribunale. La vicenda giudiziaria si aggiunge quindi alle altre questioni che vedono coinvolto l'ex legale di Sempio.

Il contesto del delitto di Garlasco

Il caso del delitto di Garlasco, in cui Andrea Sempio è indagato, ha visto numerosi sviluppi nel corso degli anni. L'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2010, ha scosso la comunità locale e l'opinione pubblica. Le indagini hanno coinvolto diverse persone, tra cui Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio, e Andrea Sempio, la cui posizione è stata riesaminata alla luce di nuovi elementi.

La nuova inchiesta, che ha portato al coinvolgimento di Lovati come difensore di Sempio, si basa su presunte incongruenze e nuovi elementi emersi nel corso del tempo. La figura di Massimo Lovati è emersa con forza in questo contesto, intervenendo spesso pubblicamente per difendere il suo assistito e criticare le indagini precedenti.

Le dichiarazioni di Lovati, sia quelle che hanno portato al processo per diffamazione, sia quelle relative alle minacce ricevute, si inseriscono in un quadro complesso e delicato. La vicenda giudiziaria di Stasi e le nuove indagini su Sempio continuano a tenere banco, alimentando dibattiti e speculazioni.

L'episodio delle minacce telefoniche, seppur minimizzato dall'avvocato, solleva interrogativi sulla pressione e sulle intimidazioni che possono caratterizzare indagini di tale portata. La figura di David Rossi, citata come monito, ricorda le tragiche conseguenze che possono derivare da situazioni di forte stress e ostracismo.

La giustizia procede, con processi e indagini che si intrecciano, cercando di fare chiarezza su un caso che ha segnato profondamente la cronaca italiana. La comunità di Garlasco e l'intera provincia di Pavia seguono con attenzione gli sviluppi, sperando in una verità definitiva.

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