La storica Chiesa San Pietro dei Samari a Gallipoli è pronta per un'importante opera di restauro. Dopo anni di precarietà, il Comune ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per avviare i lavori di recupero e valorizzazione.
Chiesa San Pietro Samari: fine dell'emergenza
L'antico immobile basiliano di San Pietro dei Samari, situato nel suggestivo parco naturale di Punta Pizzo, sta per uscire da un lungo periodo di precarietà. La situazione di emergenza che ha interessato la struttura volge finalmente al termine. Le autorità competenti hanno dato il via libera definitivo.
L'ultimo passaggio autorizzativo, ottenuto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, è stato acquisito nei giorni scorsi. Questo si aggiunge al parere preventivo già ricevuto dall'Ente Parco circa due anni fa. Questi passaggi sono stati cruciali per poter procedere.
Il Comune di Gallipoli può ora accelerare il programma di interventi. L'obiettivo è il restauro e la valorizzazione di questo importante sito storico. La comunità locale attende da tempo questo momento.
Fondi e progetto esecutivo per il recupero
L'avvio dei lavori di recupero è stato reso possibile grazie a un significativo stanziamento di fondi. Si tratta di circa 300 mila euro. Questi fondi provengono dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La Provincia di Lecce ha messo a disposizione queste risorse. Ciò è avvenuto nell'ambito del progetto pilota “Salento D’Amare”. Questo progetto è strettamente legato al Patto Territoriale di Lecce. Un importante sostegno economico per un bene di valore.
La commissaria straordinaria, Eufemia Tarsia, ha dato il suo via libera. Ha approvato il relativo progetto esecutivo. Questo progetto è stato inserito anche nel nuovo piano triennale delle opere pubbliche. Un passo fondamentale per il futuro del sito.
L'antica chiesa basiliana merita una riqualificazione. La sua valorizzazione è attesa da tempo. La chiesa è già inserita tra i beni da tutelare dal 1984. Il suo rilevante interesse architettonico e culturale è indiscusso.
Storia e importanza della Chiesa San Pietro dei Samari
Il restauro conservativo dell'antica chiesetta di San Pietro dei Samari sembra finalmente imminente. La sua origine risale al XII secolo. Un edificio con una storia millenaria da preservare.
Nel 2022, la giunta comunale dell'ex sindaco Stefano Minerva aveva già approvato il progetto di fattibilità. Questo progetto era funzionale all'inserimento nell'elenco delle opere finanziabili. L'avviso pubblico del Patto territoriale della Provincia di Lecce era il riferimento.
L'architetto Antonio Ferilli ha redatto il progetto di fattibilità tecnica ed economica. Un lavoro preliminare essenziale per ottenere i finanziamenti. La sua competenza è stata fondamentale.
Il Comune ha formalizzato un accordo importante. Si tratta di un contratto di comodato gratuito. Questo accordo, della durata di venti anni, è stato stipulato con la famiglia Scarano. Sono i proprietari del bene.
L'acquisizione della disponibilità della chiesa è cruciale. Permette al Comune di attuare il programma di valorizzazione. Questo programma è sempre stato caldeggiato da diverse associazioni culturali. Tra queste, Italia Nostra e Legambiente.
Un plebiscito per il FAI: ulteriore contributo
La chiesetta romanica ha una storia affascinante. Fu fondata nel 1148 dal crociato Ugo di Lusignano. Sorge sul luogo dove, secondo la tradizione, San Pietro avrebbe celebrato messa. Questo avvenne dopo essere sbarcato dalla Samaria.
L'ubicazione è all'estremità sud del parco naturale di Punta Pizzo. È visibile lungo la statale 274 per Leuca. Un luogo di grande suggestione storica e paesaggistica.
La chiesa ha ottenuto un importante riconoscimento. Si è aggiudicata il primo posto nell'undicesima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”. Questo evento è organizzato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano). L'edizione era quella del 2022.
Il successo è stato straordinario. La chiesa è stata votata da ben 51.443 persone. Un numero superiore al doppio degli abitanti della cittadina ionica. Un vero e proprio plebiscito popolare.
Questo risultato ha permesso di ottenere un ulteriore contributo. Il FAI e Intesa Sanpaolo hanno stanziato 55 mila euro. Questi fondi sono utili per la causa. Serviranno al risanamento e alla riqualificazione dell'avancorpo e del campanile. Un ulteriore sostegno per il recupero.
Interventi strutturali e valorizzazione futura
L'intervento strutturale prevede anche un'ampia perimetrazione dell'area. L'area in cui insiste la chiesetta sarà delimitata. Saranno utilizzate staccionate in pali di legno di castagno. Un elemento che si integrerà con il paesaggio circostante.
Sarà installata una cartellonistica esplicativa. Questa sarà posizionata lungo i percorsi di accesso e in prossimità del bene. La cartellonistica fornirà informazioni dettagliate.
Riporterà cenni storici sul manufatto. Indicherà l'area protetta in cui si trova. Spiegherà la tipologia dei lavori eseguiti. Informerà anche sui lavori futuri previsti per la valorizzazione. Questo include gli ambienti interni e gli affreschi.
L'immobile è uno dei principali beni culturali del parco naturale gallipolino. Il suo restauro è fondamentale. Contribuisce al recupero e alla valorizzazione dell'antica via Pietrina. Un percorso storico di grande importanza.
Il piano di recupero prevede la redazione del progetto di restauro. Questo seguirà le indicazioni già ottenute dalla Soprintendenza di Lecce. Saranno realizzati i lavori connessi al progetto.
La chiesa sarà valorizzata come nodo della rete per la mobilità ciclabile. Questa rete è già definita all'interno del SAC Salento di Mare e di Pietre. Un progetto di mobilità sostenibile.
Situazione attuale e degrado
Negli anni scorsi, sono stati effettuati diversi sopralluoghi. Questi sono serviti a valutare le condizioni strutturali della chiesetta. La situazione è stata monitorata attentamente.
Nonostante la presenza di una copertura protettiva da oltre dieci anni, la situazione è critica. Questa copertura, ormai inadeguata, sarà sostituita. Erano presenti anche puntelli e impalcature di sostegno.
Attualmente, l'edificio si trova in uno stato di estremo degrado. Ci sono stati ripetuti crolli nel corso del tempo. Si è verificato un ulteriore sgretolamento della cortina muraria esterna sul lato sud. Un quadro preoccupante che necessita di un intervento urgente.