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Coldiretti Frosinone sollecita il Parco Nazionale a semplificare le procedure per ottenere risarcimenti per i danni da fauna selvatica. L'obiettivo è rimuovere ostacoli burocratici che penalizzano le aziende agricole.

Semplificare i risarcimenti per i danni da fauna

La burocrazia non deve impedire il giusto risarcimento. Questo è il messaggio forte di Coldiretti Frosinone. L'organizzazione ha inviato una richiesta ufficiale all'Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM). Si chiede una revisione delle norme attuali.

Il punto critico è l'articolo 3, comma 1, del regolamento. Questo articolo disciplina gli indennizzi per i danni causati dalla fauna selvatica. Riguarda le aree interne al Parco. Copre anche le zone contigue e quelle dedicate alla protezione dell'orso bruno marsicano.

Il nodo del registro e le proposte di Coldiretti

Attualmente, le aziende agricole e apistiche devono essere iscritte a un Registro specifico. Questo Registro è gestito dal Parco. Senza questa iscrizione preventiva, non è possibile richiedere i danni subiti. L'organizzazione agricola ritiene questa norma un ostacolo ingiustificato. Non trova fondamento nella legge quadro sulle aree protette.

Per risolvere questa situazione, Coldiretti ha presentato due proposte concrete. La prima è l'iscrizione contestuale. Le aziende potrebbero iscriversi al Registro al momento della richiesta di indennizzo. Questo dopo aver subito il danno. La seconda proposta è il riconoscimento del fascicolo aziendale AGEA. Questo strumento è già utilizzato a livello nazionale.

L'AGEA è un sistema ufficiale per verificare le imprese agricole. L'uso di questo registro semplificherebbe le procedure di identificazione. Renderebbe i controlli più efficienti e meno onerosi per gli agricoltori.

Le dichiarazioni dei vertici provinciali

Vinicio Savone, presidente di Coldiretti Frosinone, ha espresso forte disappunto. «Non si possono escludere aziende regolarmente operative», ha dichiarato. La mancata iscrizione preventiva non deve essere un motivo di esclusione. Savone ha sottolineato che l'obiettivo non è eliminare i controlli. Si vuole evitare che un formalismo eccessivo penalizzi le imprese.

Il direttore provinciale, Gerardo Dell’Orto, ha condiviso la preoccupazione. Ha evidenziato le difficoltà quotidiane delle aziende. «Servono procedure chiare, eque e realmente accessibili», ha affermato. I meccanismi attuali rischiano di escludere chi lavora con impegno nelle aree interne.

Spiragli di risoluzione

L'appello di Coldiretti sembra aver trovato ascolto. Il presidente del PNALM, Giovanni Cannata, e il direttore Luciano Sommarone hanno espresso parere favorevole. La proposta di modifica regolamentare è stata inserita all'ordine del giorno. Sarà discussa nel prossimo Consiglio direttivo. L'approvazione formale potrebbe segnare un punto di svolta.

Questo cambiamento normativo potrebbe offrire una maggiore tutela al lavoro agricolo. Avverrebbe nelle aree protette del Parco Nazionale. Le aziende agricole potrebbero ricevere indennizzi più facilmente. Questo permetterebbe loro di far fronte ai danni subiti dalla fauna selvatica.

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