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Un laboratorio gratuito a Forlì esplora l'impatto dell'Intelligenza Artificiale sui giovani under35. L'esperta Sara Baranzoni guiderà i partecipanti a sviluppare un pensiero critico sulla tecnologia.

Forlì: Giovani e IA, un incontro per decifrare il presente

Il Teatro Fèlix Guattari a Forlì ospita un evento formativo cruciale. Si tratta del settimo appuntamento di un ciclo di laboratori gratuiti. L'iniziativa si rivolge specificamente ai giovani con meno di 35 anni. L'organizzazione è a cura di Masque teatro. L'assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì sostiene attivamente il progetto. L'incontro si terrà sabato 28 marzo. L'orario previsto è dalle 15:00 alle 19:00. L'obiettivo è fornire strumenti per comprendere la pervasività tecnologica.

Il laboratorio si intitola «Il pensiero della tecnica». Sarà guidato dalla rinomata studiosa Sara Baranzoni. L'argomento centrale è la rapida diffusione di dispositivi tecnici e tecnologici. Questi strumenti sono ormai presenti in ogni aspetto della nostra vita quotidiana. La nostra esistenza è profondamente intrecciata con la tecnologia.

L'impatto silenzioso dell'IA sulle abitudini umane

Nonostante la nostra lunga storia di interazione con strumenti tecnici, l'avvento dell'Intelligenza Artificiale (IA) ha segnato una svolta. La presentazione dell'incontro sottolinea questo punto. «L'invasione tecnopolitica da parte dell'intelligenza artificiale in tutte le sue varianti ha silenziosamente sconvolto molte delle abitudini cognitive, sensoriali, relazionali con cui sapevamo orientarci nel mondo», si legge nel materiale informativo. Questo cambiamento è avvenuto in modo quasi impercettibile.

L'IA si è progressivamente integrata in settori fondamentali della società. Troviamo la sua presenza nella pubblica amministrazione. È attiva nella sanità e nel sistema giudiziario, la giustizia. Anche la sicurezza e l'educazione ne sono influenzate. L'arte e l'informazione non sono esenti. In forme drammatiche, l'IA opera anche sul piano bellico. Questa integrazione è spesso avvenuta senza un'analisi critica approfondita.

Parallelamente, si assiste a un dibattito spesso emotivo e ansiogeno sull'IA. Le narrazioni si dividono. Da un lato, ci sono quelle apocalittiche. Queste prevedono che la tecnologia ci dominerà e distruggerà. Dall'altro, emergono visioni tecno-entusiaste. Il «soluzionismo tecnologico» ne è un esempio lampante. Infine, esistono approcci antropocentrici. Questi rivendicano la superiorità morale umana, capace di usare la tecnologia a proprio vantaggio.

Verso un pensiero critico sull'umano e la tecnica

Ciò che emerge chiaramente da questi discorsi è la carenza di un vero pensiero critico e diagnostico. Molti cedono a narrazioni ideologiche. Queste provengono dal mercato o dalla tecnoscienza. Altri cadono in forme ingenue di riduzionismo o antropocentrismo. Manca un'interrogazione radicale sulla relazione tra umano e tecnica. L'obiettivo dovrebbe essere evitare la proliferazione di concetti vuoti o fuorvianti.

Viene citato il pensiero di Carlo Sini. Egli mette in guardia contro «la quantità impressionante di sciocchezze delle quali i tecnici si riempiono la bocca». I tecnici, secondo Sini, svolgono per il senso comune una sorta di «perenne racconto fantascientifico». Il laboratorio di Sara Baranzoni mira a contrastare questa tendenza. Si propone di costruire strumenti utili per «tornare a pensare». L'intento è evitare la tentazione che «qualcosa» pensi al posto nostro. Un approccio fondamentale per navigare la complessità attuale.

Sara Baranzoni: un profilo accademico di rilievo internazionale

Sara Baranzoni vanta un percorso accademico di altissimo livello. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi teatrali e cinematografici. Questo prestigioso titolo le è stato conferito dall'Università di Bologna nel 2011. La sua tesi era intitolata «Pensiero e creazione. Il Theatrum Philosophicum di Gilles Deleuze». Successivamente, ha lavorato come assegnista di ricerca nello stesso ateneo. Il suo progetto si concentrava sulle figure della stupidità nella creazione contemporanea.

La sua carriera l'ha portata anche all'estero. È stata docente universitaria e ricercatrice presso la Universidad de las Artes del Ecuador. Ha svolto la sua attività in Ecuador dal 2015 al 2022. Durante questo periodo, ha anche ricoperto il ruolo di coordinatrice del corso di laurea in Creazione Teatrale. I suoi interessi di ricerca e insegnamento spaziano ampiamente. Si collocano nell'ambito delle arti performative, della filosofia contemporanea, della filosofia della tecnica e dell'estetica. Studia anche le metodologie della ricerca in arte e humanities, e l'ecologia politica.

Sara Baranzoni ha partecipato a numerosi progetti di ricerca internazionali. Tra questi, spiccano due progetti Horizon2020-Msca-Rise. In questi progetti, ha unito i suoi interessi accademici con questioni ecologiche e tecnologiche. Le problematiche affrontate riguardavano la dimensione urbana e territoriale. Attualmente, la sua attività accademica prosegue in Italia. Collabora come docente a contratto di «Epistemologia delle arti e Intelligenza artificiale». Insegna presso la facoltà di filosofia della Pontificia Università Antonianum di Roma. Presso la stessa università, sta attualmente frequentando il dottorato di ricerca in Filosofia.

Oltre al suo impegno accademico, Sara Baranzoni è attivamente coinvolta nella scena culturale. Collabora con la compagnia teatrale Masque Teatro a Forlì. Qui svolge il ruolo di tutor di residenze artistiche. È anche co-direttrice del festival Crisalide. È co-fondatrice della rivista di filosofia «La Deleuziana». La sua produzione intellettuale include numerosi saggi pubblicati in diverse lingue. È inoltre una traduttrice di filosofia contemporanea. Il suo contributo alla diffusione del pensiero critico è notevole.

Prossimi appuntamenti e informazioni utili

Il ciclo di laboratori si concluderà ad aprile 2026. L'ultimo incontro sarà guidato da Eleonora Sedioli, esponente di Masque teatro. Ogni appuntamento mira a creare connessioni e ibridazioni tra diverse discipline. Si esplorano linguaggi, discorsi e tecniche differenti. L'obiettivo è rendere più comprensibile la complessità del mondo attuale. Il programma completo di tutti gli eventi è consultabile sul sito ufficiale: www.masque.it.

I laboratori sono pensati per essere accessibili. Sono aperti a tutti i giovani under35. Non è richiesta alcuna competenza pregressa per partecipare. L'iniziativa rappresenta un'opportunità preziosa per approfondire temi di grande attualità. La partecipazione è gratuita, un incentivo ulteriore per i giovani interessati.

Un altro evento interessante si terrà il 31 marzo 2026. L'Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi ospiterà un'iniziativa correlata. Questo dimostra l'attenzione della città di Forlì verso i temi giovanili e l'innovazione. L'ecosistema culturale e formativo di Forlì si dimostra vivace e attento alle nuove sfide.

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