L'arrivo di un nuovo operatore ferroviario francese minaccia di peggiorare la situazione dei pendolari sulla tratta Orte-Roma. Si teme un ritorno alla "tratta lenta", con tempi di percorrenza raddoppiati e disagi per chi si sposta per lavoro o studio.
Pendolari di Orte temono il ritorno alla "tratta lenta"
I pendolari di Orte vivono un nuovo incubo. La prospettiva di un ritorno alla "tratta lenta" si profila all'orizzonte. Questo timore nasce dall'imminente ingresso nel mercato ferroviario italiano di Sncf Voyages Italia. L'azienda francese è attesa a partire dal primo gennaio 2027. L'aumento della concorrenza e dei treni ad alta velocità implica una riduzione dello spazio disponibile. Questo riguarda la linea direttissima, fondamentale per gli spostamenti quotidiani. Molti cittadini si muovono per motivi di lavoro o di studio.
I comitati Orte e Teverina hanno espresso forte contrarietà. Hanno alzato le barricate chiedendo un intervento politico deciso. Le istituzioni locali sono chiamate a rispondere con urgenza. La loro richiesta è chiara: non essere sacrificati in favore di treni di lusso.
Appello alla Regione Lazio per tutelare i treni regionali
I comitati hanno inoltrato una proposta alla Regione Lazio. Suggeriscono di stringere accordi con le Regioni Umbria, Toscana e Marche. L'obiettivo è esercitare pressione sul Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si vuole coinvolgere anche Art, Rfi e Trenitalia. La finalità è tutelare i treni regionali. Questi convogli servono i pendolari sulla tratta Orte-Roma. Questa tutela diventa ancora più vitale con l'arrivo del nuovo gestore.
I comitati propongono un'azione di rottura. Ricordano che altre regioni hanno già agito in modo simile. Hanno appreso che la Regione Umbria ha sospeso il contratto di servizio con Trenitalia. Chiedono che anche il Lazio segua questa strada. Ciò avverrebbe in attesa di rassicurazioni concrete sull'offerta per l'anno prossimo.
Nuovi treni su vecchie tratte: un paradosso per i pendolari
L'angoscia di vedere i tempi di percorrenza raddoppiati contrasta nettamente con la narrazione politica. Questa ha a lungo esaltato il rinnovamento della flotta ferroviaria. I viaggiatori denunciano questo paradosso con rabbia. Hanno appreso dell'arrivo dei treni Pop. Questi convogli possono raggiungere i duecento chilometri orari. La paura è che vengano utilizzati su percorsi lenti, quasi a passo di lumaca. I comitati avvertono che senza un'attenta pianificazione. L'offerta commerciale deve garantire il servizio pubblico. Altrimenti, i nuovi mezzi verrebbero "sacrificati". Sarebbero destinati solo alla linea convenzionale.
Questo scenario rappresenta un controsenso tecnico. Significherebbe anche un enorme danno erariale. I rappresentanti dei pendolari parlano apertamente di "soldi dei contribuenti mal spesi". Temono che la Corte dei Conti possa aprire un'indagine. La situazione attuale è già preoccupante.
La "tratta lenta" è già una realtà per alcuni convogli
Non si tratta solo di paure future. Il disagio segna già la quotidianità di molti. Il caso più eclatante riguarda il regionale 4530. Questo treno è ormai confinato sulla linea lenta. Questa scelta obbliga molti utenti a raggiungere Orte in auto. Devono poi prendere i collegamenti veloci. L'obiettivo è evitare quaranta minuti di ritardo al rientro serale. Il risultato è un aumento drammatico del traffico stradale. Si registra anche un grave picco di inquinamento atmosferico. La situazione peggiora nel pomeriggio. I mezzi diretti a Foligno e Firenze si riempiono all'inverosimile. La tensione tra le regioni è alta. I comitati di Viterbo temono che la vicina Umbria possa chiedere la soppressione della fermata a Orte del regionale 4514. Questo a causa delle condizioni di viaggio "indecenti".
Per evitare questa escalation, si sollecita il ripristino del 4530 sulla direttissima. Si valuta anche un anticipo della partenza. Il futuro della Tuscia è appeso a un filo. L'appello finale chiede attenzione per il territorio. Non deve essere destinato a un futuro di impoverimento e spopolamento. Non deve essere sacrificato sull'altare dell'alta velocità. Questa serve passeggeri facoltosi diretti a nord. I comitati chiedono un impegno concreto. Vogliono mantenere le tracce veloci nelle fasce orarie critiche del mattino e del tardo pomeriggio.