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Una nuova legge nazionale, rafforzando una norma regionale già esistente, vieta l'uso del termine 'artigianale' per le imprese non iscritte all'albo. Le sanzioni sono state inasprite per tutelare i veri artigiani e i consumatori.

Nuova legge contro l'uso improprio del termine 'artigianale'

A partire dal 7 aprile, un cambiamento normativo influenzerà il settore artigianale. La Legge annuale sulle piccole e medie imprese, precisamente l'articolo 16, introduce restrizioni significative. Nessuna azienda potrà più utilizzare termini come 'artigianato' o 'artigianalità' nella propria denominazione, insegna o promozione. Questo vale se l'impresa non è regolarmente iscritta all'albo delle imprese artigiane. Inoltre, è necessario che produca direttamente i beni o servizi che qualifica come tali.

La norma si estende anche a consorzi e società. Essi non potranno più vantare caratteristiche artigianali se non sono registrati nella sezione apposita dell'albo. In sintesi, l'aggettivo 'artigianale' sarà riservato esclusivamente alle realtà produttive certificate. Un esempio concreto riguarda la vendita di mobili: solo le imprese iscritte all'albo potranno definirli 'artigianali'.

La Puglia anticipa la norma nazionale

Questa iniziativa legislativa non è completamente inedita per la Puglia. Già la legge regionale numero 7 del 2023 aveva introdotto un divieto simile. La nuova disposizione nazionale, tuttavia, va oltre. Amplifica l'efficacia della norma attraverso un inasprimento delle sanzioni. Le multe ammonteranno all'1% del fatturato dell'impresa inadempiente.

Il minimo edittale per ogni infrazione è fissato a 25mila euro. Questo rappresenta un passo avanti cruciale per un settore vitale dell'economia regionale. In Puglia, le imprese artigiane superano le 66mila unità. Esse spaziano in diversi ambiti: dall'agroalimentare alla moda, dalla manifattura al benessere, dall'arte all'edilizia, fino all'impiantistica e all'arredamento.

Confartigianato: tutela della concorrenza e del consumatore

Michele Dituri, presidente di Confartigianato Imprese Puglia, sottolinea l'importanza di questa svolta. «Distinguere le imprese e le produzioni autenticamente artigiane da quelle che non lo sono, garantisce condizioni di concorrenza più eque», afferma Dituri. «Aiuta i consumatori a fare scelte più consapevoli», aggiunge. Il presidente evidenzia come la legge regionale pugliese abbia precorso i tempi.

«È fondamentale che queste norme vengano attuate, a maggior ragione ora», prosegue Dituri. La legge nazionale ha infatti «ulteriormente avvalorato la correttezza di questa impostazione». Confartigianato porta avanti questa battaglia da anni. L'obiettivo è contrastare pratiche scorrette e valorizzare il vero lavoro artigiano. La tutela della clientela è un pilastro fondamentale.

Valorizzare l'eccellenza del Made in Italy

In un'epoca in cui l'aggettivo 'artigianale' è molto ricercato, essendo sinonimo di qualità e cura nella realizzazione, questa normativa assume un significato particolare. «Questo è un segnale concreto di attenzione verso un pilastro della nostra economia», conclude Dituri. La misura mira a proteggere l'eccellenza del Made in Italy. Si vuole garantire che la qualifica di 'artigianale' sia meritata e non un mero strumento di marketing.

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