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Il territorio di Fiumicino è costantemente monitorato da satelliti che rilevano movimenti del suolo con precisione millimetrica. Le mappe evidenziano un abbassamento differenziato in aree cruciali come l'aeroporto e Isola Sacra, legato a cause geologiche e antropiche.

Monitoraggio satellitare del suolo a Fiumicino

La tecnologia InSAR, grazie ai satelliti Sentinel-1, permette all'ISPRA di osservare dettagli sul movimento del terreno. Questi dati rivelano un abbassamento del suolo, noto come subsidenza, in diverse zone di Fiumicino. Il fenomeno interessa aree strategiche. Tra queste figurano l'aeroporto internazionale e il centro urbano di Isola Sacra. Anche le zone bonificate sono interessate dal fenomeno. La subsidenza non è immediatamente percepibile. Tuttavia, i dati raccolti dall'ISPRA ne permettono una mappatura accurata. Vengono identificati punti stabili, chiamati PS (Persistent Scatterers). Questi sono elementi fissi come edifici o infrastrutture. Essi riflettono il segnale radar dei satelliti. La grande quantità di questi punti a Fiumicino consente una mappatura dettagliata. Gli spostamenti avvenuti negli ultimi dieci anni sono così registrati con alta precisione.

Cause e aree critiche di subsidenza

Le analisi dei dati interferometrici individuano tre zone principali. Qui l'abbassamento del suolo raggiunge i valori più elevati. Si superano spesso i 5-7 millimetri all'anno. Questa velocità è considerata significativa in campo geologico e ingegneristico. Le piste di volo e i terminal aeroportuali mostrano una concentrazione di aree rosse e arancioni. La subsidenza in queste zone è di origine antropico-consolidativa. Il peso delle infrastrutture grava su sedimenti soffici. Questi sedimenti, argille e limi del Paleo-Tevere, hanno uno spessore di circa 60-80 metri. Il carico delle strutture causa l'espulsione dell'acqua. Ciò porta alla compattazione del terreno e a un abbassamento continuo. Sono necessari continui livellamenti delle piste. Questo garantisce la sicurezza dei voli. Non vi è un'emergenza in corso. I dati non rappresentano una novità assoluta. Il monitoraggio costante rimane però fondamentale.

Isola Sacra e le zone a rischio idraulico

L'area di Isola Sacra, situata tra i due rami del Tevere, mostra una subsidenza diffusa. Questa è legata alla giovane età dei sedimenti che la compongono. Questi terreni sono emersi solo negli ultimi 2.000 anni. I depositi non hanno ancora raggiunto una consolidazione geologica completa. I dati InSAR indicano che l'urbanizzazione recente ha accelerato questo processo. Il prelievo di acqua dalle falde sotterranee per usi civili e agricoli riduce la pressione dei fluidi nel sottosuolo. Questo causa un collasso volumetrico degli strati argillosi. In queste zone, molte delle quali si trovano già sotto il livello del mare, la subsidenza assume connotati critici. Oltre alla compattazione naturale, interviene l'ossidazione delle torbe. Quando le idrovore mantengono asciutti i terreni per l'agricoltura, la materia organica nel suolo entra in contatto con l'ossigeno. Si decompone, riducendo il volume della terra. I satelliti registrano in queste aree abbassamenti che mettono a dura prova i sistemi di drenaggio.

Implicazioni per la pianificazione e la sicurezza

Il monitoraggio ISPRA ha implicazioni concrete per la gestione del territorio. In una zona come Fiumicino, con pendenze minime, il rischio di alluvioni è legato all'efficienza delle idrovore. Una perdita di pochi centimetri di quota in pochi anni può aumentare significativamente la vulnerabilità idraulica. La subsidenza, inoltre, agisce in modo non uniforme. Un edificio costruito su un terreno sabbioso stabile e su un riempimento argilloso instabile può subire cedimenti differenziali. Questi cedimenti possono causare crepe e danni strutturali. Le mappe interferometriche confermano che il suolo di Fiumicino non è statico. La combinazione di una geologia sfavorevole e della forte pressione infrastrutturale rende l'InSAR uno strumento essenziale per la pianificazione futura. La consapevolezza che il terreno si sta abbassando è cruciale. La gestione del territorio deve tener conto di questo fenomeno inesorabile. I dati provengono dal Portale IdroGEO e dalle Note Illustrative del Progetto CARG (Foglio 386).

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