La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza che potrebbe influenzare i ricorsi contro le multe per eccesso di velocità. La sentenza stabilisce che i verbali rimangono validi anche senza omologazione formale, a patto che l'autovelox sia stato regolarmente tarato. Questa decisione apre un dibattito tra amministrazioni comunali e associazioni di consumatori.
Cassazione: taratura valida più dell'omologazione
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha riacceso la discussione sugli autovelox. L'ordinanza, la numero 7374 del 27 marzo 2026, sembra favorire le amministrazioni comunali nei contenziosi legati alle multe per eccesso di velocità. Il principio stabilito è che la validità delle contravvenzioni non dipende esclusivamente dall'omologazione ministeriale del dispositivo.
Il sindaco di Gambolò, Antonio Costantino, ha espresso soddisfazione per la sentenza. Egli sottolinea come la Corte abbia chiarito che le multe restano valide se l'autovelox è stato sottoposto a verifiche e tarature periodiche. La manutenzione regolare dello strumento viene considerata più importante del certificato di omologazione per garantirne l'affidabilità.
Questa interpretazione potrebbe avere un impatto significativo sui numerosi ricorsi pendenti in tutta Italia. Molti automobilisti contestavano le multe basandosi proprio sulla presunta assenza o irregolarità dell'omologazione degli autovelox utilizzati.
Consumatori cauti: non è un via libera all'omologazione
Dall'altra parte, le associazioni di tutela dei consumatori invitano alla cautela. Mario Gatto, presidente di “Globoconsumatori”, pur riconoscendo l'importanza dell'ordinanza, ne ridimensiona la portata. Egli afferma che la Cassazione non equipara omologazione e approvazione, né cambia l'orientamento precedente.
Secondo Gatto, la Corte ribadisce la necessità per l'amministrazione di fornire prova della regolarità tecnica dello strumento. Questo include sia l'omologazione che la taratura periodica. Un generico via libera amministrativo non sarebbe sufficiente. L'associazione cita un caso specifico a Pescara, dove la multa è stata ritenuta valida perché il Comune aveva prodotto il certificato di verifica periodica. La multa era di aprile 2021, mentre la verifica era del dicembre 2020, rientrando nei 12 mesi previsti.
Per “Globoconsumatori”, il ricorso è stato respinto perché è stata raggiunta la prova dell'affidabilità dello strumento, non perché omologazione e approvazione siano equivalenti. L'associazione riporta di aver visto accogliere 6 ricorsi dopo la pubblicazione dell'ordinanza, dimostrando che la linea difensiva basata sulla contestazione tecnica continua ad avere successo.
Il caso di Gambolò e le multe milionarie
La vicenda di Gambolò è emblematica. Un autovelox installato all'inizio del 2023 sulla strada provinciale 183, all'incrocio con via delle Ova, aveva generato centinaia di multe. Il dispositivo, tarato a 50 chilometri orari, aveva raccolto oltre un milione di euro per il Comune di Gambolò, a fronte di 22.873 verbali totali nel 2023.
Tuttavia, nell'agosto 2023, la Prefettura aveva dato ragione agli automobilisti che avevano presentato ricorso. Le sentenze del giudice di pace di Vigevano e del Tribunale di Pavia avevano accolto numerosi ricorsi. Questo portò alla rimozione del dispositivo.
La decisione della Cassazione, quindi, si inserisce in un contesto di accesi dibattiti sulla legittimità degli autovelox e sulla validità delle multe emesse. La distinzione tra omologazione e taratura periodica diventa cruciale per chi contesta le sanzioni.
Domande Frequenti
Le multe per eccesso di velocità sono sempre valide senza omologazione?
Secondo una recente ordinanza della Cassazione, le multe per eccesso di velocità possono rimanere valide anche senza un'omologazione formale, a condizione che il dispositivo autovelox sia stato sottoposto a verifiche e tarature periodiche entro i termini previsti dalla legge. L'affidabilità dello strumento, in questo caso, è garantita dalla corretta manutenzione.
Cosa cambia con la nuova ordinanza della Cassazione sulle multe autovelox?
La nuova ordinanza della Cassazione (n. 7374/2026) chiarisce che la taratura periodica di un autovelox è un fattore determinante per la validità delle multe, potenzialmente equiparabile all'omologazione formale. Ciò non significa che l'omologazione non sia più importante, ma che la prova della regolarità tecnica dello strumento, attraverso la manutenzione e la taratura, è sufficiente a garantirne l'affidabilità e quindi la validità dei verbali emessi.