Tre giorni di incontri ad Arezzo esplorano le connessioni tra arte e scienza, offrendo nuove prospettive sulla realtà. L'evento, promosso da CasermArcheologica, vedrà la partecipazione di artisti, scienziati e studiosi.
Incontri interdisciplinari ad Arezzo
Un'iniziativa unica si svolgerà ad Arezzo dal 10 al 12 aprile 2026. Si tratta di "Utopie Possibili", un progetto ideato da CasermArcheologica. L'evento mira a creare un ponte tra il mondo dell'arte e quello della scienza. L'obiettivo è esplorare come queste due discipline possano offrire strumenti complementari per comprendere il presente. La manifestazione prevede una serie di dialoghi, conferenze e performance. L'intento è stimolare una riflessione collettiva attraverso sguardi differenti sulla realtà. La conoscenza, secondo i promotori, si arricchisce proprio dall'incontro di prospettive diverse.
Arte e scienza: linguaggi a confronto
Arte e scienza vengono presentate come pratiche affini. Entrambe si basano sull'osservazione attenta. Entrambe formulano ipotesi e costruiscono nuovi modi di immaginare il futuro. Il progetto "Utopie Possibili" si apre il 10 aprile. La giornata inizia con "Dialoghi tra arte e scienza | Le relazioni invisibili del reale". Questo appuntamento si articola in due momenti. La mattina è riservata agli studenti del Liceo Scientifico di Sansepolcro. Il pomeriggio, invece, è aperto al pubblico generale. Tra i relatori figurano Katia Genovali, Roberto Ghezzi, Ilaria Margutti e Rosalba Padula. La serata si conclude con "Vrihi", un live set di Lorenzo Brilli. La sua ricerca sonora esplora paesaggio, memoria e gesto.
Programma del weekend
Il giorno successivo, sabato 11 aprile, il programma prosegue con due importanti incontri. Alle 11:30 si terrà "Rivalutare la memoria, dialogare con il territorio". L'intervento sarà tenuto da Miguel Mallol Sanchis. Alle 17:00, invece, Roberto Ferrari, direttore del Museo Galileo di Firenze, presenterà "Storia della scienza e cultura contemporanea". Il progetto giunge al termine il 12 aprile. La chiusura è affidata a un appuntamento musicale. I PINHDAR, a cura di EffettoK, animeranno la serata. La partecipazione all'intero ciclo di incontri è molto apprezzata dagli organizzatori. Questo sottolinea l'importanza di un percorso di conoscenza integrato.
I protagonisti dell'evento
I partecipanti a "Utopie Possibili" riflettono la natura interdisciplinare dell'iniziativa. Rosalba Padula porta la sua esperienza nella ricerca ambientale presso ARPA Umbria. Katia Genovali è attiva nella divulgazione scientifica per il CNR di Pisa. Roberto Ghezzi si distingue per la sua pratica artistica legata ai processi naturali. A loro si aggiungono lo sguardo curatoriale di Miguel Mallol Sanchis e il lavoro di ricerca di Ilaria Margutti. Quest'ultima intreccia ricamo, pensiero simbolico e scienza. La presenza di Roberto Ferrari, figura di spicco nel dialogo tra storia della scienza e cultura contemporanea, arricchisce ulteriormente il panel. La sua direzione al Museo Galileo di Firenze è un punto di riferimento.
CasermArcheologica: uno spazio di incontro
Con "Utopie Possibili", CasermArcheologica conferma il suo impegno nella ricerca. L'associazione crea uno spazio vitale dove linguaggi differenti possono incontrarsi. L'obiettivo è superare i confini tra le discipline. Si aprono così nuove vie per interpretare la realtà che ci circonda. L'evento invita a riflettere sulle potenzialità creative che emergono dall'unione di arte e scienza. La cornice di Arezzo offre un contesto stimolante per questi dialoghi. La città, ricca di storia e cultura, diventa palcoscenico ideale per esplorare il futuro.
Informazioni pratiche e prenotazioni
Per gli appuntamenti del 10 e 11 aprile, è raccomandata la prenotazione. È necessario inviare una email a info@casermarcheologica.it. L'oggetto della mail dovrà essere "prenotazione Utopie Possibili". Nel testo, si dovrà indicare l'incontro o gli incontri di interesse. Si può anche segnalare il desiderio di partecipare all'intero programma. Gli appuntamenti musicali, invece, sono aperti a tutti. Non richiedono alcuna prenotazione. Questo facilita la partecipazione del pubblico agli eventi conclusivi. L'organizzazione punta a rendere l'evento il più accessibile possibile.
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