La celebre Lunetta di Biagio D’Antonio è stata restituita alla Pinacoteca di Faenza dopo un meticoloso restauro durato oltre un anno. L'evento ha segnato un importante passo per la valorizzazione del patrimonio artistico cittadino.
Riconsegna Opera d'Arte a Faenza
La Pinacoteca di Faenza ha riaccolto con gioia la Lunetta di Biagio D’Antonio. La cerimonia di riconsegna si è svolta ieri, attirando una sala gremita di cittadini e autorità. L'opera, risalente al 1476, è riapparsa al pubblico dopo un esteso periodo di restauro. Questo intervento è stato realizzato a Firenze, presso l'Opificio delle Pietre Dure.
Tra i presenti all'evento figuravano personalità di spicco. Il sindaco Massimo Isola ha sottolineato l'importanza del recupero. Era presente anche Benedetta Diamanti, dirigente dell'Unione. La direttrice scientifica della Pinacoteca, Roberta Bartoli, ha condiviso i dettagli tecnici. Il donatore, Alvise di Canossa, ha espresso la sua soddisfazione. Erano inoltre presenti la Soprintendente dell'Opificio, Emanuela Daffra, e la direttrice del settore restauri dipinti, Sandra Rossi.
Il Nuovo Corso della Pinacoteca di Faenza
Il sindaco Massimo Isola ha evidenziato il significato di questo recupero. «Il recupero di questa Lunetta di Biagio d’Antonio è un risultato importante», ha affermato. Ha poi aggiunto che ciò «conferma il nuovo corso della Pinacoteca». Il primo cittadino ha ricordato come la Pinacoteca sia stata trasformata profondamente cinque anni fa. L'obiettivo era renderla più attuale e in linea con i principali spazi museali del Paese. Ora è un punto di riferimento culturale, non più solo un semplice contenitore di opere.
«Oggi questo spazio è un laboratorio vivo», ha proseguito Isola. La Pinacoteca è capace di attrarre collaborazioni di prestigio. Un esempio è proprio quella con l'Opificio delle Pietre Dure. Inoltre, garantisce la manutenzione costante del proprio patrimonio artistico. Restituire l'Annunciazione al percorso espositivo è fondamentale. Significa dare continuità a un progetto di cura dei beni comuni. Questo progetto vede pubblico e privato lavorare insieme. L'intento è valorizzare i tesori della città. L'obiettivo finale è renderli fruibili e leggibili per tutti i visitatori.
Un Restauro Complesso e Dettagliato
Il restauro della Lunetta ha richiesto oltre un anno di lavoro. La complessità dell'intervento ha reso necessario un periodo così prolungato. Un precedente restauro era stato eseguito tra il 1938 e il 1939. Quell'intervento aveva interessato sia la superficie pittorica che il supporto ligneo dell'opera. Gli esami diagnostici preliminari sono stati molto interessanti e hanno fornito dati preziosi. La riflettografia a infrarossi, ad esempio, ha permesso di rivelare il disegno sottostante.
Questi esami hanno anche consentito uno studio accurato delle linee prospettiche. Lo studio si è concentrato sulla costruzione dello spazio architettonico presente nell'opera. Successivamente, le tavole del supporto ligneo sono state liberate dalle vecchie traverse di restauro. Questo è stato un lavoro paziente e meticoloso di rimozione. È stato poi inserito un nuovo sistema elastico registrabile. Questo sistema permetterà di regolare il naturale movimento del legno nel tempo, preservando l'integrità del supporto.
La Scoperta della Cornice Originale
Un'altra importante scoperta ha riguardato la cornice dell'opera. Si è appurato che la cornice presente è quella originale. Contrariamente a quanto si era sempre creduto, non si tratta di un'aggiunta posteriore. Questa rivelazione aggiunge ulteriore valore storico e autenticità alla Lunetta. La superficie pittorica è stata sottoposta a un'accurata pulitura. Sono stati utilizzati sia mezzi chimici che tecniche a bisturi per rimuovere lo sporco accumulato.
Le lacune presenti sulla superficie sono state meticolosamente risarcite. Il risultato finale è stato definito un «miracolo di luce e colore». Ora è possibile apprezzare pienamente i dettagli dell'opera. Si possono ammirare i fiorellini sul prato, il suggestivo paesaggio dello sfondo. È visibile anche la straordinaria qualità delle stoffe dei panneggi. Si nota il raso bianco della veste dell'arcangelo. Si apprezza la lana del suo manto rosso scuro. Lo studio delle pieghe dei tessuti ricorda i celebri disegni di panneggio di Leonardo da Vinci.