Il processo per l'omicidio di Roberto Bolzoni a Lodi entra nel vivo. Una traccia di sangue con l'impronta digitale di uno degli imputati, Roberto Zuccotti, rinvenuta sul poggiatesta dell'auto della vittima, rappresenta una prova cruciale. L'altro imputato, Andrea Gianì, non ha un alibi solido per l'ora del delitto.
Omicidio Bolzoni: l'udienza a Milano
Si è aperto a Milano, presso la Corte d'Assise, il procedimento giudiziario per l'uccisione di Roberto Bolzoni. L'uomo, 60 anni, fu ritrovato senza vita il 18 febbraio 2025. La sua vettura, una Volkswagen bianca, era parcheggiata in piazza Omegna a Lodi, non lontano dalla sua abitazione. La vittima aveva subito più di 35 coltellate.
Durante la recente udienza, sono stati ascoltati i primi testimoni. Tra questi, gli investigatori del nucleo investigativo dei carabinieri di Lodi. Hanno deposto anche i consulenti del Ris e i medici legali intervenuti sul luogo del crimine. Le indagini hanno portato all'identificazione di due persone come imputati.
Le prove contro Zuccotti e Gianì
Gli imputati sono Roberto Zuccotti, 51 anni, residente a Crespiatica, e suo nipote, Andrea Gianì, 29 anni, di Lodi. Zuccotti, secondo le accuse, avrebbe lasciato un'impronta digitale insanguinata sul poggiatesta del sedile di guida. Questa traccia, impressa con il sangue di Roberto Bolzoni, è considerata una prova fondamentale. L'imputato non ha mai risposto alle domande degli inquirenti.
Il nipote, Andrea Gianì, si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. Tuttavia, la sua posizione è indebolita dall'assenza di un alibi verificabile. Le analisi delle celle telefoniche mostrano un'interruzione di attività e localizzazione del suo cellulare. Questo lasso di tempo coincide con la finestra temporale in cui si presume sia avvenuto l'omicidio, tra le 21 e le 21.30 di domenica 16 febbraio.
I dettagli emersi dall'indagine
Le forze dell'ordine hanno riepilogato i dettagli emersi durante le indagini. Hanno partecipato i carabinieri del reparto investigativo del comando provinciale di Lodi. Presenti anche i militari della stazione cittadina e gli specialisti del Ris di Parma. Le dichiarazioni hanno messo in luce la gravità delle accuse.
La Procura di Lodi ritiene che Roberto Zuccotti sia direttamente coinvolto nell'assassinio. L'impronta digitale sul poggiatesta dell'auto della vittima è un elemento chiave. La presenza di sangue, appartenente a Roberto Bolzoni, rafforza questa ipotesi. L'auto era il luogo dove Bolzoni fu colpito ripetutamente.
Il processo è stato aggiornato. La prossima udienza è prevista dopo il periodo pasquale. Le parti attendono ulteriori sviluppi e la presentazione di nuove prove. La comunità di Lodi segue con attenzione gli sviluppi di questo caso.
Domande frequenti sull'omicidio Bolzoni
Chi era Roberto Bolzoni?
Quali prove sono state presentate contro Roberto Zuccotti?