La proliferazione del pesce siluro e dei cormorani sta mettendo in serio pericolo la fauna ittica del Lago di Garda. Autorità locali e pescatori chiedono interventi urgenti e coordinati per evitare un danno irreversibile all'ecosistema e all'economia turistica.
Criticità siluro e cormorani sul Garda
La situazione ecologica del Lago di Garda è al centro di un acceso dibattito. La preoccupazione maggiore riguarda la rapida diffusione del pesce siluro, una specie aliena che sta alterando l'equilibrio naturale del bacino. L'assessore regionale all'agricoltura e pesca, Dario Bond, ha incontrato amministratori locali e rappresentanti della categoria dei pescatori. L'incontro si è tenuto a Cisano di Bardolino, in provincia di Verona. L'obiettivo era discutere le misure necessarie per affrontare questa emergenza.
L'assessore di Costermano sul Garda, Alberto Bullio, ha sottolineato la gravità della situazione. Ha definito il problema «attualmente pericolosissimo e ampiamente sottovalutato». Le iniziative singole non sono più considerate sufficienti. È necessario un intervento coordinato. Questo deve coinvolgere il settore «Caccia e Pesca» della Regione Veneto e i pescatori professionisti dell'intero lago.
Il pesce siluro è ormai presente in modo massiccio in tutto il bacino. Bullio ha affermato che i siluri sono in numero spropositato. Nonostante i primi avvistamenti risalgano a oltre trent'anni fa, la situazione attuale è di «assoluta ingestibilità». Questo problema ha ripercussioni dirette sull'economia locale. Il Lago di Garda attrae turismo per molti mesi all'anno. Ospita circa 27 milioni di visitatori. Questo genera lavoro per migliaia di persone e sostiene diversi settori economici.
Negli ultimi anni si è registrato un calo significativo della fauna ittica. Questo declino è attribuito a molteplici fattori. Oltre al siluro, vengono citati i cormorani. Si aggiunge anche la mancata reintroduzione di specie autoctone. Le cause di quest'ultima sono imputate a mancate autorizzazioni e al malfunzionamento degli incubatoi ittici. Bullio ha espresso la convinzione che tutti questi problemi possano essere affrontati. È necessaria una forte volontà politica per invertire la rotta.
Proposte per un piano di contenimento
L'assessore Bullio ha avanzato una proposta concreta: l'istituzione di un «tavolo permanente». Questo organismo dovrebbe coordinare le azioni tra le regioni interessate. Ha menzionato specificamente Lombardia e Trentino. Il motivo è che i siluri si spostano liberamente lungo tutto il lago, da sud verso nord. Tra le possibili soluzioni discusse, figurano l'impiego di «reti anti-siluro». Si parla anche dell'organizzazione di «corsi venatori per il contenimento dei cormorani».
Bullio ha lanciato un appello diretto alla Regione Veneto. Ha chiesto l'avvio immediato di progetti mirati e specifici. L'obiettivo è evitare che entro due anni il lago si ritrovi popolato quasi esclusivamente da siluri. Questi pesci, non avendo una filiera commerciale consolidata in Italia, agiscono unicamente come predatori. Distruggono la fauna ittica autoctona del Garda. La loro presenza è dannosa per l'ecosistema.
Il tema era già stato sollevato in precedenza dal consigliere regionale di Forza Italia, Alberto Bozza. Egli aveva sottolineato la necessità di attuare misure operative. Queste misure dovrebbero contrastare l'attività predatoria dei cormorani. Dovrebbero anche mirare a debellare la presenza del pesce siluro. Lo scopo è salvaguardare la fauna ittica locale e l'attività di pesca. Bozza aveva evidenziato la disponibilità dell'assessore Bond a rivedere il piano di controllo. Si ipotizza un aumento dei prelievi di cormorani.
Per quanto riguarda il siluro, Forza Italia ha fatto sapere che la Regione Veneto ha previsto fondi europei. Un bando atteso nel 2026 finanzierà investimenti per i pescatori. Si sta valutando anche la prospettiva commerciale. Il pesce siluro è molto richiesto in altri paesi, specialmente nell'Europa dell'est e in Asia. Bozza suggerisce di incentivare la collaborazione tra operatori del settore. L'obiettivo è aprire nuovi canali commerciali. Questo renderebbe l'attività più redditizia nel medio-lungo periodo.
Organizzazione e prospettive future
Alberto Bozza ha inoltre rimarcato l'importanza di una maggiore organizzazione. Ha spiegato che i pescatori, agendo individualmente, non hanno la forza necessaria. La creazione di forme cooperative e associative potrebbe renderli più competitivi sul mercato. Questo rappresenterebbe un progetto ambizioso ma necessario per il futuro della pesca gardesana. La collaborazione tra enti e professionisti è vista come la chiave per affrontare efficacemente la minaccia rappresentata dal pesce siluro e dai cormorani.
La discussione evidenzia la complessità del problema. Richiede un approccio multidisciplinare che tenga conto sia degli aspetti ecologici che di quelli economici. La salvaguardia del Lago di Garda è fondamentale per il suo valore ambientale e per il suo ruolo nell'economia regionale. Le prossime decisioni e l'implementazione di piani d'azione concreti saranno cruciali. Determineranno il futuro della biodiversità ittica del lago. L'urgenza è dettata dalla velocità con cui la situazione sta evolvendo. La collaborazione tra le diverse istituzioni e gli attori del territorio è quindi indispensabile.