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La Fondazione Rovati di Milano presenta una mostra dedicata ai bronzi etruschi della Collezione Corazzi. Questi preziosi reperti, dopo un lungo periodo nei Paesi Bassi, sono ora esposti nella città lombarda, testimoniando un'importante eredità culturale.

Nuova mostra alla Fondazione Rovati

La Fondazione Rovati, situata in Corso Venezia 52 a Milano, apre le sue porte a una nuova esposizione. Il museo, noto per il suo approccio accogliente e la sua collezione permanente di arte etrusca, propone un evento imperdibile. La mostra, intitolata «Gli Etruschi e l’Olanda a/r dei bronzi Corazzi», sarà visitabile a partire da oggi fino al 4 ottobre.

Questa esposizione celebra il ritorno di una significativa raccolta di bronzi etruschi. I reperti sono caratterizzati da un'estetica raffinata e da un'espressione enigmatica. Il visitatore potrà ammirare opere che evocano un passato lontano e affascinante.

I tesori della Collezione Corazzi

Tra i reperti più suggestivi spiccano le colombe. Queste figure, risalenti al III secolo a.C., erano probabilmente utilizzate per propiziare la pace. Le si ritrova in mano a una giovane fanciulla offerente o su un incensiere impiegato in riti sacri. Un bambino nudo, adornato con una bulla al collo, simbolo di status sociale elevato, gioca con un'occhiera. Sono esposti anche piccoli bronzetti raffiguranti un maialino e un grifone, creatura mitologica composta da leone e aquila.

Questi piccoli tesori sono stati riuniti nel Settecento. L'epoca vide l'esplosione del cosiddetto «Etruscan Taste». Il merito va a Galeotto Ridolfini Corazzi, un gentiluomo originario di Cortona. Egli creò una sorta di santuario dedicato all'arte etrusca, raccogliendo monumenti antichi scelti e rari.

Il viaggio dei bronzi tra Olanda e Italia

La collezione passò poi al nipote, Galeotto junior. Questi, trovandosi in difficoltà economiche, decise di vendere l'eredità per provvedere all'educazione dei figli e alle doti delle figlie. Un accordo con il granduca di Toscana non andò a buon fine. Nel 1826, per una somma di 12.000 scudi, l'intera collezione fu acquistata dal governo olandese. L'operazione ebbe motivazioni patriottiche.

I bronzi furono trasportati via mare da Livorno. Arrivarono a destinazione per arricchire la gloria del Rijksmuseum van Oudheden di Leida. Questa acquisizione segnò la creazione della prima collezione etrusca significativa al di là delle Alpi. L'evento suscitò inevitabili polemiche all'epoca.

Un ponte culturale tra le nazioni

Il recente ritorno dei bronzi Corazzi a Milano, dopo essere stati esposti presso l'Accademia Etrusca di Cortona, sancisce la loro appartenenza alla «Repubblica delle Lettere». Questo concetto sottolinea l'unità culturale tra le nazioni. L'iniziativa è resa possibile dalla politica liberale dei prestiti internazionali. È inoltre possibile consultare l'intero Museo Corazzi in formato digitale.

L'accesso digitale è disponibile sul sito web del Museo nazionale delle antichità di Leida. La mostra alla Fondazione Rovati rappresenta un'occasione unica per ammirare questi capolavori. Essi testimoniano la ricchezza e la complessità della civiltà etrusca.

Domande frequenti

Chi era Galeotto Ridolfini Corazzi?

Dove si trova la Fondazione Rovati?

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