A Riccione, gli psicologi scolastici diventano una risorsa stabile per ascolto e prevenzione del disagio giovanile. Il progetto mira a supportare studenti, famiglie e docenti, promuovendo il benessere attraverso spazi dedicati e interventi integrati.
Nuovi spazi di ascolto per i giovani
La città di Riccione ha potenziato il suo impegno per il benessere dei più giovani. Un modello di intervento innovativo pone al centro l'ascolto attivo e la prevenzione del disagio. Questo approccio strutturato coinvolge attivamente i 12 istituti scolastici del territorio. L'obiettivo è offrire un supporto concreto alla crescita degli studenti. Parallelamente, si mira a rafforzare il ruolo educativo di famiglie e docenti. La strategia si basa sulla creazione di “spazi d’ascolto” all’interno degli istituti. Questi luoghi diventano presidi facilmente accessibili per i ragazzi. Lo psicologo non è più una figura emergenziale, ma una risorsa stabile e integrata nella vita scolastica. Il servizio è concepito per intercettare precocemente i segnali di malessere. Promuove una cultura diffusa della salute mentale e del benessere psicofisico. Si valorizzano le risorse interne alla scuola e alla comunità educante. Insegnanti, genitori e dirigenti scolastici sono parte integrante del processo. Si sviluppa la loro capacità di osservazione e ascolto. Si incoraggiano interventi condivisi per il percorso formativo e di crescita degli alunni. Questo sforzo territoriale è sostenuto da un investimento annuale di circa 120mila euro da parte del Distretto di Riccione.
Un investimento per il futuro dei giovani
La sindaca e presidente del Comitato del Distretto socio-sanitario, Daniela Angelini, ha sottolineato l'importanza del progetto. «Questo progetto opera sul presente ma guarda al futuro», ha dichiarato. «Prendersi cura dei giovani, prevenire situazioni di disagio e malessere, essere sempre pronti all’ascolto e all’accoglienza devono essere un obiettivo condiviso da tutta la comunità». Gli spazi di ascolto sono definiti un presidio fondamentale. Portano la figura dello psicologo direttamente nella quotidianità scolastica. Questo rende l'aiuto accessibile, vicino e privo di stigma. L'iniziativa rappresenta un impegno significativo. Coinvolge istituzioni, scuole, famiglie e servizi del territorio. L'obiettivo è accompagnare i giovani nei momenti più delicati del loro percorso evolutivo. A livello locale, gli psicologi operano in coordinamento distrettuale. Sono in rete con i servizi socio-sanitari territoriali. Ricevono supporto formativo dall'Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna. Questo garantisce l'alta qualità degli interventi erogati. Il modello di Riccione ha ricevuto un importante riconoscimento regionale. Le “Linee di indirizzo sugli spazi di ascolto scolastici” del 2025 confermano questo tipo di servizio. Lo identificano come strumento essenziale per la prevenzione e l'intervento precoce. Si promuovono così interventi integrati tra scuola, famiglia e servizi territoriali. Il servizio sta diventando sempre più conosciuto e utilizzato dagli studenti. Nell'ultimo anno scolastico sono stati registrati 1.461 colloqui.
Dati sull'utilizzo degli spazi di ascolto
I dati relativi agli ultimi tre anni scolastici evidenziano una crescente fruizione del servizio da parte dei ragazzi. La facilità di accesso è un fattore chiave. Gli studenti possono rivolgersi direttamente allo sportello scolastico. Viene garantita la massima riservatezza. L'attività informativa svolta dagli istituti all'inizio di ogni anno scolastico contribuisce ulteriormente alla diffusione. Il servizio è percepito dagli studenti come uno spazio sicuro. Possono parlare liberamente delle proprie difficoltà personali, scolastiche e relazionali. È un luogo accessibile, dove la decisione di interrompere il percorso è sempre libera. Negli ultimi tre anni scolastici, un totale di 1.908 studenti ha utilizzato gli “spazi d’ascolto”. Sono stati effettuati 4.485 colloqui complessivi. Di questi, 1.461 si sono concentrati nell'anno scolastico 2024-2025. Nelle scuole secondarie di primo grado, il servizio ha visto la partecipazione di 1.299 studenti. Questo dato rappresenta il 17,75% della popolazione scolastica totale del distretto. Sono stati registrati 2.774 colloqui in questa fascia d'età. Negli istituti di secondo grado, gli studenti che hanno usufruito del servizio sono stati 609, pari al 15,68% degli iscritti. Sono stati effettuati 1.622 colloqui. L'analisi dei dati rivela che il 60% degli studenti che si rivolgono agli sportelli sono ragazze. In media, un percorso di supporto dura dai 2 ai 3 incontri. L'accoglienza negli spazi d'ascolto è aumentata significativamente negli ultimi due anni scolastici. Questo incremento è particolarmente marcato nelle scuole di primo grado. Si è passati da 682 colloqui nel 2023-2024 a 937 nell'anno successivo. Attualmente, 12 istituti del distretto offrono questi spazi.
Le scuole coinvolte e le problematiche trattate
Gli istituti di primo grado che dispongono degli spazi d’ascolto includono l'Istituto comprensivo 1 e Zavalloni di Riccione. Sono coinvolti anche gli Istituti comprensivi di Cattolica, Misano Adriatico, San Giovanni in Marignano, Mondaino, Coriano, Montescudo-Montecolombo e Valle del Conca. Per quanto riguarda le scuole secondarie di secondo grado, il servizio è attivo presso il Liceo Volta-Fellini e l'Istituto Alberghiero Savioli di Riccione. È presente anche al Gobetti-De Gasperi di Morciano. Le principali motivazioni che spingono i ragazzi a cercare supporto riguardano le difficoltà relazionali. Queste includono problemi con amici e genitori. Emergono anche disagi emotivi personali, come ansia, bassa autostima, alterazioni dell'umore, rabbia e aggressività. Le differenze tra le fasce d'età sono minime. Nelle scuole secondarie di primo grado, la bassa autostima è un tema ricorrente. Negli istituti superiori, la gestione della rabbia e dell'aggressività è più frequente. Spesso, le problematiche si presentano in modo combinato. Ansia e bassa autostima tendono a coesistere. Le relazioni con i docenti, invece, sono raramente tra le cause principali di accesso al servizio. Tra gli studenti più grandi, trovano spazio anche le tematiche sentimentali. In percentuale ridotta, si affrontano anche questioni legate all'identità di genere e all'orientamento sessuale. Circa il 2% degli studenti delle scuole superiori si rivolge allo sportello per episodi di bullismo o cyberbullismo. Questa percentuale scende all'1,5% nelle scuole medie. Tuttavia, è nelle scuole medie che si concentra l'insorgenza della maggior parte degli episodi. Limitata, sotto il 2%, anche la quota di accessi legati a dipendenze, come l'uso di sostanze, o comportamenti a rischio.
Coinvolgimento di genitori e docenti e attività integrative
Gli spazi di ascolto non sono riservati esclusivamente agli studenti. Il servizio coinvolge attivamente anche genitori e insegnanti. Vengono offerti colloqui dedicati e incontri tematici. L'obiettivo è rafforzare le competenze educative degli adulti. Nell'ultimo anno, sono stati realizzati 205 colloqui con i docenti. Si mira a costruire una comunità educante coesa. Questa comunità deve essere capace di riconoscere e affrontare il disagio in modo condiviso. Oltre al colloquio individuale, gli interventi dello psicologo scolastico comprendono attività di gruppo. Vengono organizzati laboratori in classe e moduli specifici. Questi mirano ad allenare le “life skills”, ovvero le abilità psicosociali, cognitive, emotive e relazionali. L'obiettivo è fornire agli studenti strumenti efficaci per affrontare le sfide quotidiane. Si promuove la capacità di gestire pressioni e difficoltà in modo costruttivo. Questo approccio olistico mira a creare un ambiente scolastico più supportivo e attento al benessere psicologico di tutti i suoi componenti. La collaborazione tra scuola, famiglie e professionisti della salute mentale è fondamentale per il successo di queste iniziative.
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