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Un'anziana donna di Ferrara è stata vittima di una truffa telefonica. Fingendosi operatori bancari, i malviventi l'hanno indotta a effettuare bonifici per oltre 13mila euro. I carabinieri hanno identificato i due responsabili.

Raggirata un'anziana con finta truffa bancaria

Un raggiro ai danni di una cittadina di Ferrara ha portato alla denuncia di due uomini. I fatti risalgono allo scorso gennaio. La vittima, una donna di 70 anni, ha ricevuto una chiamata. Un individuo si è presentato come operatore di un servizio antifrode bancario. Ha avvisato la donna di presunti movimenti sospetti sul suo conto. Si parlava di poche centinaia di euro. L'obiettivo era farle credere di dover proteggere i suoi risparmi.

L'interlocutore ha mantenuto un tono professionale e rassicurante. Ha convinto l'anziana a seguire una procedura guidata al telefono. La donna, ignara del complotto, pensava di bloccare transazioni fraudolente. In realtà, è stata manipolata per effettuare una serie di bonifici. La somma totale trasferita ha superato i 13mila euro. Il denaro è finito su un conto indicato appositamente dal finto operatore.

Indagini dei carabinieri portano all'identificazione dei truffatori

Nei giorni successivi, la vittima si è accorta della grave perdita economica. Ha constatato la sparizione di una somma considerevole dal suo conto. Ha quindi deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. Le forze dell'ordine hanno avviato immediatamente le indagini. L'attività investigativa ha permesso di risalire ai due individui coinvolti. Entrambi residenti in altre province, avevano ruoli ben definiti nella truffa.

Uno dei due, un uomo di 50 anni, è risultato essere l'intestatario del conto bancario utilizzato per ricevere il denaro. Per ostacolare le indagini, aveva denunciato lo smarrimento di una carta prepagata collegata all'Iban. Tuttavia, i carabinieri hanno scoperto che aveva effettuato prelievi in contanti subito dopo la presunta perdita. Questo ha smentito la sua versione dei fatti.

Il ruolo dei due complici nella truffa

L'altro complice, un uomo di 52 anni, aveva un ruolo cruciale nell'esecuzione del piano. Risulta essere l'utilizzatore dell'utenza telefonica impiegata per contattare la vittima. Il suo compito era guidare l'anziana durante le operazioni illecite. Si è spacciato per un operatore antifrode della banca. La sua voce rassicurante ha contribuito a ingannare la malcapitata. I due sono stati denunciati alla Procura estense per truffa aggravata in concorso.

La vicenda sottolinea ancora una volta i pericoli delle truffe telefoniche. Spesso prendono di mira le persone anziane. I malviventi sfruttano la loro fiducia e la minore dimestichezza con le procedure bancarie online. Le autorità invitano alla massima prudenza. È fondamentale non fornire mai dati personali o bancari al telefono. In caso di dubbi, è sempre meglio riagganciare e contattare direttamente la propria banca.

Domande frequenti

Come fanno i truffatori a sapere i dati delle persone anziane? I truffatori spesso ottengono dati sensibili tramite fughe di notizie, phishing o acquisto di database illeciti. A volte, le informazioni provengono anche da fonti pubbliche facilmente reperibili.

Cosa fare se si riceve una chiamata sospetta da parte della banca? È consigliabile riagganciare immediatamente. Successivamente, è opportuno contattare direttamente la propria banca utilizzando i numeri di telefono ufficiali presenti sul sito web o sul retro della carta bancomat.

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