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La procura di Torino ha richiesto una pena di due anni per l'ex sindaco di Collegno, Francesco Casciano, e un dirigente municipale. Sono accusati di omicidio stradale colposo per la morte di un ciclista avvenuta nel 2023 a causa di una buca stradale.

Richiesta condanna per omicidio stradale

La sostituta procuratrice di Torino, Antonella Barbera, ha formulato una richiesta di condanna a due anni di reclusione. La pena è destinata all'ex sindaco di Collegno, Francesco Casciano, e a un dirigente del Municipio. Entrambi sono imputati per un tragico incidente stradale. L'evento ha causato la morte del ciclista pensionato Aldovino Lancia. I fatti risalgono al 27 settembre 2023.

La vittima, Aldovino Lancia, aveva 71 anni. Stava percorrendo in bicicletta un tratto di strada dissestato. Il percorso si trovava tra strada vicinale della Berlia e via Rosa Luxemburg. Secondo le indagini, la ruota della sua bicicletta finì in una profonda buca. Questo causò la caduta dell'uomo. L'impatto con l'asfalto fu violento, con conseguenze fatali alla testa.

La linea della procura

La pubblica accusa sostiene che gli imputati abbiano agito con imprudenza e imperizia. Non avrebbero garantito la manutenzione e il controllo tecnico necessari delle strade. Inoltre, non avrebbero curato adeguatamente la segnaletica. Un ex impiegato dell'ufficio tecnico aveva minimizzato la situazione. Aveva parlato di semplici screpolature sull'asfalto. La procura, tuttavia, ritiene che la responsabilità sia più ampia.

La procura evidenzia la mancanza di controlli. Non risultano forme di supervisione da parte dell'ufficio lavori pubblici. Questo riguardava la ditta incaricata dei lavori di asfaltatura. Negli anni precedenti all'incidente, erano pervenute numerose segnalazioni. Riguardavano la pericolosità di quella specifica strada. Queste segnalazioni avrebbero dovuto attivare un dovere di vigilanza da parte del Municipio. Nessuno, però, avrebbe dato seguito a tali allarmi.

Si sarebbe potuto, o addirittura dovuto, intervenire diversamente. Si sarebbe potuto modificare la viabilità. La strada poteva essere chiusa al traffico per la sua pericolosità. In alternativa, le aree più compromesse potevano essere segnalate con apposita cartellonistica. Nell'aprile 2023, erano stati eseguiti dei lavori di rattoppo. Tuttavia, già nel maggio dello stesso anno, era stato comunicato al Comune che la situazione non era migliorata. Gli uffici avevano richiesto maggiori risorse di bilancio. Queste servivano per affrontare situazioni simili. I fondi sono stati stanziati solo nell'autunno 2023, dopo la tragica morte di Aldovino Lancia.

La difesa degli imputati

Gli avvocati difensori, Luca Cassiani e Massimo Davi, hanno chiesto l'assoluzione per entrambi gli imputati. Hanno argomentato l'assenza di un nesso di causalità. Questo legame tra la presunta condotta omissiva e il decesso di Lancia. La difesa si è basata anche su filmati delle telecamere di sorveglianza. Questi filmati, però, hanno ripreso solo parzialmente l'incidente.

I legali hanno inoltre sostenuto che il Comune di Collegno non avesse l'obbligo di vigilanza su quella specifica strada. Durante il processo, un testimone ha chiarito le modalità di intervento. I rattoppi stradali sono eseguiti da ditte esterne o dal personale del Municipio. La ditta esterna opera tramite un appalto annuale. Nel 2023, l'appalto ammontava a soli 48mila euro. Non è possibile coinvolgerla per ogni singola buca segnalata. Tuttavia, il testimone ha garantito che tutte le segnalazioni vengono raccolte e gestite.

Il sindaco e la passione per le bici

Francesco Casciano ha ricoperto la carica di sindaco di Collegno per un decennio. Ha guidato la città dal 2014 al 2024. Era noto per la sua passione per la bicicletta. Ha sempre promosso attivamente iniziative per la mobilità ciclabile e sostenibile. Per questo motivo, il processo in corso assume un sapore particolarmente amaro per lui.

I figli della vittima, Aldovino Lancia, stanno seguendo con attenzione tutte le udienze. Non si sono costituiti parte civile nel processo penale. Hanno però avviato una causa civile parallela. Questa è gestita dagli avvocati dello studio Ambrosio e Commodo.

La sentenza è attesa per la fine di maggio. La vicenda solleva interrogativi sulla sicurezza stradale e sulla responsabilità degli enti locali nella manutenzione delle infrastrutture. La comunità di Collegno attende con apprensione l'esito del processo.

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