Capovilla si ricandida a Cogollo
Piergildo Capovilla, 69 anni, si prepara a correre per il suo terzo mandato come sindaco di Cogollo del Cengio. L'annuncio ufficiale lo vede come unico candidato per ora, con una lista che mira a unire esperienza e nuove energie.
La sua coalizione è composta da 12 candidati: 5 rappresentano la continuità con la precedente amministrazione, mentre 7 sono volti nuovi, con età comprese tra i 21 e i 40 anni. L'obiettivo dichiarato è quello di coinvolgere attivamente i giovani nella vita politica locale.
Coinvolgere i giovani e bilancio amministrativo
«Vogliamo avvicinare i giovani alla politica, farli partecipare e far capire loro come funziona davvero. È fondamentale che imparino sul campo», ha dichiarato Capovilla, sottolineando l'importanza di un ricambio generazionale attivo.
Il sindaco uscente ha ripercorso gli ultimi anni di amministrazione, evidenziando i risultati ottenuti. «Abbiamo portato avanti opere significative, dalle strade agli edifici pubblici. Lo vedono i cittadini tutti i giorni», ha affermato con orgoglio, respingendo le critiche di inattività mosse dal suo sfidante.
Priorità al sociale e sviluppo del territorio
Capovilla ha ribadito la centralità delle politiche sociali, citando il sostegno alle associazioni locali e il nascente Centro polifunzionale, frutto di un lascito testamentario. «Abbiamo sostenuto associazioni e volontariato perché sono loro che tengono vivo il paese», ha spiegato.
Riguardo alla viabilità, il sindaco ha riconosciuto le criticità storiche legate al traffico, definendolo però anche segno di un territorio vitale. L'attenzione è rivolta anche alla valorizzazione del potenziale turistico di Cogollo.
Infrastrutture e autonomia amministrativa
Un punto cruciale riguarda il progetto della Valdastico nord. Capovilla ha confermato la volontà di far passare il tracciato lungo il fiume, minimizzando l'impatto sul centro abitato e difendendo aree come la contrada di Casale. L'obiettivo è realizzare infrastrutture senza stravolgere l'identità del territorio.
La scelta di Cogollo di sganciarsi dall'Unione montana per la gestione di servizi culturali e sociali è stata difesa come mossa lungimirante. «Per la cultura: prima pagavamo per avere poco, oggi abbiamo una biblioteca funzionante con personale dedicato», ha precisato Capovilla, indicando un miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.