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Due uomini sono finiti sotto processo a Perugia per una truffa online che ha causato la perdita di 27.250 euro a un cittadino di Città di Castello. Hanno utilizzato messaggi ingannevoli e telefonate per indurre la vittima a trasferire denaro.

Truffa online: finto allarme hacker svuota un conto

Due individui, un uomo di 74 anni e uno di 23 anni, originari della Campania, hanno affrontato un processo presso il Tribunale penale di Perugia. Sono accusati di aver messo in atto una truffa ai danni di un residente di Città di Castello. La vicenda risale all'8 gennaio 2024.

Secondo l'accusa, i due imputati avrebbero agito in concorso con altre persone non ancora identificate. Hanno inviato un messaggio ingannevole al telefono della vittima. Il messaggio sembrava provenire direttamente dal suo istituto bancario. L'obiettivo era creare un senso di urgenza e panico.

Messaggio ingannevole e telefonata sospetta

Il messaggio informava il destinatario di un presunto accesso non autorizzato al sito della banca avvenuto l'8 gennaio 2024 alle ore 11:25. Questa comunicazione mirava a simulare un attacco informatico. L'intento era far credere che l'area riservata dell'home banking fosse stata compromessa da terzi.

Per rafforzare la credibilità della frode, i truffatori hanno effettuato una telefonata. La chiamata sembrava provenire da un numero di telefono associato alla banca. L'interlocutore, fingendosi un operatore bancario, ha comunicato che la filiale di Città di Castello era stata vittima di hackeraggio.

Bonifici istantanei verso conti esteri

L'uomo che ha ricevuto la chiamata è stato convinto a trasferire urgentemente il denaro presente sul suo conto corrente. Credendo di parlare con personale autorizzato della sua banca, ha eseguito due bonifici istantanei. Il primo bonifico, di 14.750 euro, è stato inviato a un conto presso il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, intestato a uno degli imputati.

Il secondo bonifico, di 12.500 euro, è stato indirizzato a un altro conto presso la stessa banca spagnola, intestato al secondo imputato. In totale, la vittima ha perso 27.250 euro. La Procura di Perugia ha contestato l'ingiusto profitto ottenuto dai truffatori, corrispondente al danno subito dalla persona offesa.

Aggravanti e eccezione di incompetenza territoriale

L'accusa ha inoltre sollevato l'aggravante della minorata difesa. Si è approfittato della distanza fisica tra la vittima e il luogo in cui si trovavano i truffatori. Questo ha permesso di indurre la vittima a effettuare i trasferimenti senza un contatto diretto, creando una posizione di vantaggio per i malviventi.

Al solo imputato di 74 anni è stata contestata anche la recidiva. Le difese dei due imputati hanno sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale. Hanno chiesto che il processo si svolgesse presso il Tribunale di Napoli, sostenendo che il profitto della truffa si sarebbe materializzato in quella sede.

Domande frequenti

Come ha fatto la banca a essere hackerata in modo così convincente?

Quali misure di sicurezza possono proteggere i cittadini da queste truffe bancarie?

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