L'opposizione di Cirò denuncia criticità nel bilancio comunale 2026, inclusa la perdita di fondi regionali per il Castello Carafa e l'aumento della Tari. La maggioranza ha approvato i documenti senza il gruppo "Attivamente Cirò".
Critiche al bilancio comunale 2026
Il Consiglio comunale di Cirò ha approvato il bilancio di previsione per il 2026. La seduta ha visto l'assenza del gruppo di opposizione “Attivamente Cirò”. Questa decisione è stata motivata come una protesta contro il clima politico attuale. Il gruppo ritiene che non vi siano le condizioni per un confronto costruttivo. La loro assenza mira a sottolineare le problematiche riscontrate negli atti contabili. Si evidenziano criticità nel bilancio e nel Documento unico di programmazione (DUP).
Il DUP è considerato uno strumento essenziale per la pianificazione futura. L'opposizione ha espresso preoccupazione per la gestione delle finanze pubbliche. La loro analisi si concentra su diversi aspetti della programmazione economica. Si punta il dito contro scelte ritenute dannose per la collettività. La mancanza di dialogo è vista come un ostacolo al progresso del comune.
Aumento Tari e mancati finanziamenti
Tra i punti più contestati dall'opposizione vi è l'incremento della Tari. Questo aumento comporterebbe un ulteriore peso economico per i cittadini. Inoltre, si critica la scelta di ricorrere a mutui per il recupero di immobili nel centro storico. Tale decisione appare poco condivisibile, specialmente considerando il limitato utilizzo dei fondi del PNRR. Questi ultimi sono stati richiesti solo per un asilo nido e un bene confiscato.
Il gruppo “Attivamente Cirò” sottolinea come molte priorità del territorio rimangano irrisolte. Nonostante numerosi lavori pubblici in corso, mancano interventi cruciali. Si citano il completamento di scuole e palestre, il campo sportivo e la rete fognaria in zona Cappella. Anche le aree a rischio dissesto idrogeologico necessitano di attenzioni.
Castello Carafa: fondi persi e progetti futuri
Una parte significativa delle critiche è rivolta alla situazione del Castello Carafa. Secondo quanto riportato, sarebbe stato definitivamente perso un finanziamento regionale da 2 milioni di euro. Questo stanziamento era stato concesso nel 2019. La perdita è dovuta a un definanziamento del progetto originale. La nuova programmazione prevede uno stanziamento di 3,6 milioni di euro solo nel 2028. Questo accorpa interventi già previsti in lotti precedenti.
Il piano delle opere pubbliche, approvato dalla sola maggioranza, riceve ulteriori critiche. Per il 2026, sono previsti solo l'asilo nido e un finanziamento regionale minore. Vi è anche un mutuo da 800mila euro. Per gli anni successivi, i progetti delineati appaiono poco concreti. L'opposizione lamenta una mancanza di visione a lungo termine.
Mancata adesione alla rottamazione e vigilanza
Il gruppo segnala anche la mancata adesione alla cosiddetta “rottamazione quinquies”. Questa opportunità avrebbe permesso ai cittadini di rateizzare i tributi comunali. Allo stesso tempo, avrebbe garantito nuove entrate per l'ente. L'opposizione promette di continuare a vigilare sull'attività amministrativa. L'obiettivo è assicurare che ogni azione sia orientata all'interesse pubblico. La tutela dei cittadini rimane la priorità.
La nota diffusa dal gruppo si conclude con un impegno. “Continueremo a vigilare sull’attività amministrativa”, si legge. L'intento è garantire che le decisioni siano sempre nell'interesse della comunità. La trasparenza e l'efficacia della gestione pubblica sono al centro delle loro preoccupazioni. Si auspica un ritorno a un dialogo costruttivo.