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Le condizioni di un giovane 15enne ricoverato per meningite a Pescara sono in netto miglioramento. Nonostante la preoccupazione iniziale, il ragazzo dovrebbe presto lasciare la terapia intensiva. Le autorità sanitarie hanno avviato la profilassi per 53 persone entrate in contatto con lui.

Migliorano le condizioni del giovane paziente

Il ragazzo di 15 anni ricoverato all'ospedale di Pescara per meningite mostra segni di ripresa. Le sue condizioni cliniche sono in costante miglioramento. È previsto a breve il suo trasferimento dal reparto di Rianimazione. Passerà al reparto di Malattie infettive.

I primi esami effettuati dal laboratorio di Microbiologia della Asl Lanciano Vasto Chieti hanno escluso un ceppo specifico. Si tratta del ceppo di tipo B. Questo esclude un legame con il caso di una donna deceduta. Si attende ora l'esito di ulteriori analisi. L'Istituto superiore di sanità fornirà l'identificazione del ceppo batterico.

Profilassi per i contatti stretti

Il Servizio di igiene epidemiologia e sanità pubblica ha ricostruito i contatti del giovane. Le ore precedenti al malore sono state analizzate attentamente. Sono state individuate 53 persone considerate contatti stretti. Tutti sono stati informati della situazione. Riceveranno la profilassi necessaria.

Tra le persone informate figurano 20 compagni di scuola del ragazzo. Ci sono anche 10 docenti. Completano il gruppo 23 tra familiari e amici. A ciascuno è stata prescritta una terapia antibiotica preventiva. Dovranno concordarla con il proprio medico curante.

Riunione per la gestione del caso

La direzione della Asl ha tenuto una riunione dedicata al caso. Erano presenti il direttore generale Mauro Palmieri. Hanno partecipato anche il sindaco di Chieti Diego Ferrara. Presenti il direttore sanitario Raffaele Di Nardo e i responsabili della sanità pubblica. Durante l'incontro sono state dettagliate le misure adottate.

Si è discusso della gestione dei contatti stretti del paziente. Sono state illustrate le procedure attivate per affrontare l'emergenza. Tra queste rientrano la diagnosi tempestiva effettuata nell'ospedale di Chieti. È stato anche discusso il trasferimento del paziente a Pescara. L'obiettivo è garantire la migliore assistenza possibile.

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