Addio a Don Eugenio Riva, guida dei Salesiani di Chiari
La città di Chiari è in lutto per la scomparsa di don Eugenio Riva, storico direttore dell'Istituto Salesiano San Bernardino. La notizia della sua morte, avvenuta nelle prime ore del mattino del 22 marzo, ha destato profonda tristezza nella comunità locale e tra i fedeli.
Don Eugenio, che aveva compiuto 75 anni lo scorso 29 dicembre, era da tempo malato. La sua dipartita avviene in un momento significativo, coincidente con il centenario della presenza salesiana a Chiari, festeggiato di recente con una messa trasmessa su Rai 1.
Un punto di riferimento per la comunità
L'istituto salesiano ha diffuso un comunicato per annunciare la triste notizia, esprimendo il dolore per la perdita di un pilastro della Famiglia Salesiana. «Con profonda tristezza annunciamo la morte di don Eugenio Riva, Direttore dell’Istituto Salesiano San Bernardino di Chiari», si legge nella nota.
Il messaggio prosegue affidando la figura del direttore alla misericordia divina: «Celebriamo nella fede il suo ritorno alla Casa del Padre, dove può finalmente godere della pace eterna. Con consapevolezza e serenità, don Eugenio completa così il suo pellegrinaggio terreno e noi lo affidiamo alla misericordia del Signore».
L'eredità educativa e spirituale
Le esequie e la camera ardente saranno annunciate nelle prossime ore. Nel frattempo, le parole dell'assessore alla cultura del comune, Silvia Ghilardi, testimoniano l'impatto di don Eugenio sulla vita cittadina. «Con profonda commozione salutiamo don Eugenio Riva», ha dichiarato l'assessore.
Ghilardi ha ricordato don Eugenio come «uomo di immensa cultura e profonda spiritualità», sottolineando la sua dedizione all'educazione dei giovani. «Ha dedicato la sua vita all’educazione e alla crescita dei giovani, incarnando ogni giorno lo spirito di San Giovanni Bosco: accoglienza, ascolto e fiducia nei ragazzi», ha aggiunto.
La sua figura discreta ma incisiva, sempre presente sulla soglia della scuola con un sorriso e una parola di incoraggiamento, lascia un segno indelebile. «Lo ricorderemo sempre sulla soglia della scuola, pronto ad accogliere bambini e ragazzi con il sorriso sincero, una parola buona, uno sguardo capace di far sentire ciascuno importante e a casa», ha concluso Ghilardi, evidenziando come la sua presenza rimarrà un esempio per l'intera comunità educativa.