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Un crocifisso in legno è andato distrutto da un incendio a Cesano Maderno durante le festività pasquali. Le cause sono ancora da accertare, ma le autorità propendono per un innesco accidentale, nonostante le ipotesi di un gesto volontario emerse sui social media.

Incendio distrugge edicola votiva a Cesano Maderno

Un episodio ha destato preoccupazione a Cesano Maderno nel tardo pomeriggio di Pasqua. Un crocifisso in legno, posizionato come edicola votiva, è stato completamente distrutto da un incendio. Il manufatto si trovava da molti anni all'inizio di via Salita al Biulè, un'area che conduce al quartiere omonimo, leggermente rialzato rispetto alla strada principale che collega con la frazione Villaggio Snia.

Le fiamme hanno avvolto il crocifisso poco prima delle 19. La scena è stata ripresa in un video che è rapidamente circolato sui social network, in particolare su Facebook. Il consigliere comunale Cristiano Crippa, del gruppo civico 'Con Bosio per Cesano', ha diffuso le immagini, contribuendo alla rapida diffusione della notizia.

Reazioni e indagini sull'incendio del crocifisso

Sul luogo dell'incendio sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri. Nonostante i loro sforzi, l'incendio è stato domato ma il crocifisso era ormai irrimediabilmente danneggiato. L'episodio ha scatenato un'ondata di commenti e speculazioni online, con molti che hanno ipotizzato un atto volontario di natura anti-cristiana.

Tra le voci che si sono levate, quella della sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti (FdI), che ha definito l'accaduto un «atto di vandalismo intollerabile». Anche il segretario nazionale di Patto per il Nord e sindaco di Aicurzio, Matteo Baraggia, ha espresso forte disapprovazione, parlando di «profanazione di un simbolo sacro».

Tuttavia, il sindaco di Cesano Maderno, Gianpiero Bocca, ha invitato alla cautela. Ha dichiarato che i vigili del fuoco «non hanno trovato elementi che possano far pensare a un atto volontario». Il primo cittadino ha criticato duramente chi, a suo dire, starebbe sfruttando l'episodio per ottenere visibilità politica, definendo tale comportamento «squallido».

Ipotesi di innesco accidentale e solidarietà interreligiosa

Il sindaco Bocca, insieme al parroco don Stefano Gaslini, si è recato sul posto per valutare la situazione. L'ipotesi più probabile, secondo le prime ricostruzioni, è quella di un innesco accidentale. La presenza di lumini accesi e di numerosi fiori sintetici, tipici delle edicole votive, potrebbe aver contribuito all'incendio.

«Attendo gli esiti delle indagini delle forze dell'ordine», ha affermato il sindaco. Ha aggiunto che, qualora si confermasse un atto volontario, si tratterebbe dell'azione di un «imbecille», ma ha escluso categoricamente che l'episodio possa essere interpretato come una «guerra di religione».

A sostegno di questa tesi, il sindaco ha reso noto un messaggio di solidarietà ricevuto da Hussein Tajamal, presidente dell'Associazione islamica del Villaggio Snia. Quest'ultimo ha definito il rogo di una croce «un gesto grave e offensivo», sottolineando che non rappresenta in alcun modo i valori della loro religione. La comunità islamica locale ha così espresso vicinanza e condanna per l'accaduto, rafforzando l'idea di un possibile incidente piuttosto che di un atto deliberato.

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