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La guardia medica di Villa Castelli è rimasta chiusa per un intero fine settimana, causando disagi ai cittadini e proteste. Le istituzioni locali hanno segnalato l'accaduto all'ASL di Brindisi, chiedendo maggiore trasparenza e garanzie sull'assistenza sanitaria territoriale.

Chiusura inattesa del servizio di guardia medica

I residenti di Villa Castelli si sono trovati di fronte a una spiacevole sorpresa l'ultimo fine settimana di marzo. Un semplice foglio scritto a mano, affisso sulla porta dell'ambulatorio, annunciava la sospensione del servizio di guardia medica. La struttura è rimasta inattiva per l'intera giornata di sabato 28 marzo e domenica 29 marzo.

Questa assenza ha costretto i cittadini a cercare assistenza altrove. Molti hanno dovuto spostarsi verso il presidio di Ceglie Messapica. Altri, in situazioni di maggiore urgenza, si sono rivolti ai pronto soccorso della zona. Questi ultimi, già spesso sotto pressione, hanno visto aumentare il proprio carico di lavoro.

Proteste e interventi istituzionali

La situazione ha immediatamente suscitato reazioni nella comunità. Carmela Biondi, presidente dell'associazione “Villa Castelli On Line”, ha espresso forte disappunto. Ha criticato la modalità dell'avviso, definendola inadeguata per un servizio sanitario essenziale. «Siamo nel 2026, è mai possibile che per sapere se un servizio medico è attivo dobbiamo arrivare davanti alla porta e trovare un foglietto scritto a penna?», ha dichiarato la Biondi sui social media.

La sua denuncia ha attirato l'attenzione del consigliere regionale Antonio Scianaro. Appartenente a Fratelli d'Italia, Scianaro ha prontamente inoltrato una segnalazione ai vertici dell'ASL di Brindisi. «Da notizie assunte, sembrerebbe che la comunicazione della sospensione del servizio sia stata effettuata in modo inadeguato», ha commentato Scianaro. Ha sottolineato come questo abbia creato non solo disagi, ma anche potenziali rischi per la salute pubblica.

Disagi per anziani e persone con mobilità ridotta

Il consigliere regionale ha evidenziato le difficoltà incontrate da specifiche fasce della popolazione. «In particolare per le persone anziane o con difficoltà di mobilità», ha spiegato Scianaro. L'assenza di un presidio medico locale costringe queste persone a spostamenti complessi per ricevere cure.

Carmela Biondi ha ulteriormente approfondito questo aspetto. «Continuano a scriverci di andare a Ceglie Messapica», ha affermato. Ha poi posto un interrogativo retorico che evidenzia la disparità di accesso alle cure. «Ma pensiamo a chi è anziano, a chi non ha la macchina o a chi non ha nessuno che lo accompagni. Il diritto a essere curati non può dipendere da questo», ha concluso la Biondi.

Sovraccarico dei pronto soccorso e richiesta di interventi

La carenza di servizi sanitari territoriali come la guardia medica contribuisce inevitabilmente al sovraccarico dei pronto soccorso. La stessa Carmela Biondi ha portato un esempio personale. Ha raccontato di essersi recata al pronto soccorso di Martina Franca il 15 marzo. Questo episodio dimostra come la mancanza di presidi intermedi finisca per congestionare i servizi di emergenza.

Il consigliere Antonio Scianaro ha ribadito la necessità di un'azione concreta. «È fondamentale che la ASL brindisina e le istituzioni locali siano attori attivi in questa e altre vicende», ha dichiarato. Ha chiesto interventi immediati per garantire la presenza costante di medici a Villa Castelli. L'obiettivo è assicurare un'assistenza sanitaria adeguata e accessibile a tutti i cittadini.

Richiesta di trasparenza e rispetto per la comunità

I cittadini di Villa Castelli chiedono ora maggiore trasparenza. Desiderano essere informati in modo chiaro e tempestivo su eventuali sospensioni o modifiche dei servizi sanitari. Soprattutto, reclamano la certezza di poter contare su un'assistenza medica di base nel proprio territorio. La salute è considerata un diritto fondamentale, non un favore.

Carmela Biondi ha concluso il suo appello sottolineando l'importanza di questo principio. «Non è una questione di colori politici», ha affermato. «Ma di rispetto per la comunità di Villa Castelli. La salute è un diritto di tutti, non un 'favore' da chiedere a qualcuno». La vicenda solleva interrogativi sulla gestione dei servizi sanitari essenziali e sulla comunicazione con i cittadini.

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