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Un uomo di Cattolica, accusato ingiustamente di violenza sessuale, è stato scarcerato dopo 15 mesi. La giustizia gli riconosce 50mila euro per ingiusta detenzione.

Accusa infondata porta a ingiusta detenzione

Un residente di Cattolica, 57 anni, è stato ingiustamente privato della libertà per quasi 15 mesi. L'uomo, originario della Sicilia, era stato accusato di violenza sessuale. La presunta vittima era una donna di 48 anni, conosciuta per un breve periodo. L'uomo ha sempre sostenuto la propria innocenza.

Dopo l'assoluzione in primo grado, la Corte d'Appello di Bologna ha riconosciuto il suo diritto a un risarcimento. Gli sono stati quindi assegnati 50mila euro. Questo importo copre il periodo di detenzione subito ingiustamente.

La vicenda e le accuse

I fatti contestati risalgono al periodo tra settembre 2020 e marzo 2021. La donna lo aveva denunciato per presunti atti sessuali non consenzienti. Le accuse includevano minacce e violenze fisiche. La situazione sarebbe degenerata il 10 marzo 2021.

Secondo la Procura di Rimini, l'uomo avrebbe aggredito la donna in una stanza. Le avrebbe impedito di uscire. L'avrebbe costretta a un rapporto sessuale. Le avrebbe causato una frattura alla mascella. La guarigione stimata era di 21 giorni.

Dalla custodia cautelare all'assoluzione

Sulla base di queste gravi accuse, il tribunale di Rimini aveva disposto la custodia cautelare in carcere. L'uomo è rimasto detenuto fino alla conclusione del processo di primo grado. Questo avvenne nel maggio 2022. Il periodo di detenzione ammonta a quasi 15 mesi.

Durante il dibattimento, tuttavia, emersero dubbi sull'attendibilità delle dichiarazioni della presunta vittima. Il tribunale collegiale di Rimini lo assolse con formula piena. Fu stabilito che il fatto non sussisteva. Né la Procura né la parte civile presentarono ricorso.

Il risarcimento per ingiusta detenzione

La sentenza di assoluzione divenne quindi definitiva. Dopo essere stato scarcerato, l'uomo ha richiesto un indennizzo. La richiesta è stata presentata tramite il suo legale, l'avvocata Martina Montanari. L'istanza riguardava l'ingiusta detenzione subita.

La Corte d'Appello di Bologna ha accolto la richiesta. Ha riconosciuto il diritto al risarcimento. La somma stabilita è di 50mila euro. Questo importo rappresenta un riconoscimento del danno subito per la privazione della libertà.

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