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Processo per corruzione e truffa ai danni di Barilla

Un dirigente dell'azienda Barilla è finito sotto processo a Castiglione delle Stiviere con l'accusa di aver intascato circa 5 milioni di euro attraverso un presunto sistema di mazzette. L'uomo avrebbe ricevuto denaro da ditte fornitrici in cambio dell'assegnazione di commesse.

L'indagine è emersa durante un'udienza in tribunale, dove sono stati ascoltati rappresentanti legali dell'azienda e delle società fornitrici. La Barilla si è costituita parte civile, avendo sporto querela in merito ai presunti raggiri.

Il meccanismo delle presunte mazzette

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, i fornitori pagavano delle provvigioni, stimate tra il 2% e il 3%, per assicurarsi contratti con il colosso alimentare. Molti di loro avrebbero agito senza piena consapevolezza del doppio ruolo dell'uomo: mediatore e dirigente interno all'azienda.

Le testimonianze raccolte in aula suggeriscono che la necessità di garantire il lavoro alle proprie aziende e famiglie abbia spinto alcuni a partecipare al sistema. L'obiettivo era assicurarsi le commesse necessarie per proseguire l'attività.

Fatture false e alterazione dei prezzi

Le accuse mosse nei confronti dell'ex dirigente includono corruzione tra privati ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Si ipotizza che il denaro illecito sia stato veicolato attraverso un'azienda con sede a Castel Goffredo, intestata alla moglie dell'imputato.

Questo meccanismo avrebbe portato a un'alterazione dei costi delle forniture, attraverso l'applicazione di sconti e sovrapprezzi creati appositamente. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 6 maggio, data in cui verranno ascoltati ulteriori testimoni.

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