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Una rete internazionale di ladri, specializzata in furti con la tecnica della "spaccata" a negozi di lusso, è stata smantellata. Cinque persone sono state arrestate tra Padova e Bologna.

Furti con "spaccata" nei negozi di lusso

Una banda di malviventi è stata fermata dalle forze dell'ordine. Questi individui agivano con estrema rapidità, colpendo durante le ore notturne. Utilizzavano tombini o altri oggetti pesanti per sfondare le vetrine dei negozi. L'obiettivo era sottrarre merce di elevato valore in pochissimi minuti. Questa tecnica di furto, nota come "spaccata", aveva destato grande allarme tra i commercianti di diverse regioni.

Le aree colpite includevano il Veneto, l'Emilia-Romagna e la Toscana. L'indagine della Polizia di Stato, condotta dalla Squadra Mobile di Padova, ha portato allo smantellamento del gruppo. Sono state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Il colpo da 200mila euro e la fuga verso Bologna

Uno degli episodi più eclatanti è avvenuto il 3 marzo scorso. I ladri presero di mira il negozio Officine Ottiche Gianeletti. La vetrina fu sfondata con un tombino. In pochi istanti, la banda riuscì a rubare merce per un valore di circa 200mila euro. Subito dopo il furto, i malviventi si diedero alla fuga. La loro destinazione era in direzione sud, lungo l'autostrada.

Questo movimento si rivelò cruciale per le indagini. Gli agenti riuscirono a intercettare il gruppo. Il fermo avvenne a Bologna. Qui furono arrestati quattro membri della banda. Una quinta persona, una donna di 40 anni di nazionalità rumena, fu fermata successivamente a Roma.

Una scia di colpi tra Veneto e Toscana

Le indagini hanno permesso di collegare questo gruppo ad altri furti. Questi erano stati commessi con modalità simili. Tra questi, si annovera la "spaccata" del 18 dicembre 2025 all'Ottica Max. Vi fu poi il furto del 23 gennaio 2026 a Castelfranco Veneto, ai danni del negozio Luxury Mood. Infine, il 2 marzo, un altro colpo fu messo a segno a Montecatini Terme, nella Profumeria Rossana.

Si trattava di azioni rapide e ben pianificate. Erano sempre dirette a negozi che possedevano merce di alto valore. Tale merce era facilmente rivendibile sul mercato nero.

Un'organizzazione tra Italia e Romania

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, la banda operava con una struttura ben definita. L'organizzazione era attiva tra l'Italia e la Romania. La merce rubata veniva poi riciclata. Questo avveniva nei mercati dell'area balcanica. Per i loro spostamenti, il gruppo utilizzava un'Alfa Romeo 159. L'auto aveva una targa francese.

Questo veicolo fu individuato mentre attraversava più volte i confini tra Italia e Slovenia. Tali attraversamenti coincidevano temporalmente con i furti. Il monitoraggio dei movimenti dell'auto è stato fondamentale. Ha permesso alla polizia di stringere il cerchio attorno ai sospettati.

Due persone ancora ricercate

Nonostante i cinque arresti effettuati, le indagini non sono ancora concluse. Gli investigatori hanno identificato altri due membri della banda. Si tratta di un uomo rumeno, ancora latitante, e di una sua connazionale di 28 anni. Le ricerche proseguono attivamente. L'obiettivo è ricostruire completamente la rete criminale. Si vuole anche verificare l'eventuale coinvolgimento in altri episodi.

Il fenomeno delle "spaccate" continua a destare preoccupazione. Rappresenta una delle maggiori minacce per i negozi, specialmente quelli di lusso. Queste azioni rapide sono difficili da prevenire. Causano danni economici ingenti. Generano anche un forte senso di insicurezza tra gli esercenti. L'operazione della polizia rappresenta un risultato importante. Conferma però l'esistenza di gruppi organizzati capaci di operare su più regioni e oltre i confini nazionali.

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