Elia Del Grande, condannato per la strage dei fornai, è evaso nuovamente da una casa-lavoro in Piemonte. La sua fuga avviene pochi giorni dopo la proroga della misura di sicurezza per altri dodici mesi, confermando la sua pericolosità sociale.
Nuova evasione di Elia Del Grande
È stata prorogata per un altro anno la misura di sicurezza per Elia Del Grande. L'uomo, cinquantenne originario del Varesotto, è noto per la sua condanna nella cosiddetta “strage dei fornai“. La decisione è giunta dal tribunale di sorveglianza di Torino. Questa proroga si lega ora a una nuova fuga dell'uomo. Del Grande si trovava da mesi nella casa-lavoro di Alba, in provincia di Cuneo. Non è rientrato da un permesso concesso per le festività pasquali. L'allontanamento è avvenuto a pochi giorni dalla scadenza del periodo di sei mesi. Tale periodo si sarebbe dovuto concludere il 12 aprile.
Proroga della misura di sicurezza
Il caso di Del Grande era tornato al vaglio del magistrato di sorveglianza. La procura generale del Piemonte aveva espresso parere contrario all'interruzione della misura. A fine marzo, il tribunale ha confermato la proroga. Nel frattempo, però, Del Grande è nuovamente scomparso. Ha approfittato di una falla giudiziaria. È stata riconosciuta la sua pericolosità sociale, giustificando il prolungamento della misura. Allo stesso tempo, gli era stato concesso un permesso premio per Pasqua. La mancata presentazione nella struttura piemontese riaccende i riflettori su un soggetto ritenuto ancora socialmente pericoloso dagli inquirenti.
La seconda fuga in pochi mesi
Se rintracciato, Del Grande dovrà scontare un periodo complessivo di diciotto mesi in casa-lavoro. Ai dodici mesi stabiliti dal tribunale di sorveglianza si aggiungono i sei del precedente provvedimento. Questa è la seconda fuga in meno di sei mesi. Già il 30 ottobre, l'uomo si era allontanato da un'altra casa-lavoro. Questa si trovava a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Fu rintracciato dopo circa due settimane. Lo trovarono nei pressi di Cadrezzate, suo paese d'origine. Si era nascosto tra boschi e aree lacustri. Riuscì a eludere i controlli muovendosi di notte sul lago. Utilizzò pedalò presi dalla spiaggia dietro la chiesa. Secondo le ricostruzioni, Del Grande avrebbe ancora legami attivi in provincia di Varese. Lì vive la sua compagna, Rossella Piras. Questi elementi potrebbero indirizzare le ricerche delle forze dell'ordine. Il sindaco di Cadrezzate, Cristian Robustellini, ha precisato: «Questa volta non è qui». Ha aggiunto che «magari potrà arrivarci, ma non adesso. Non abbiamo alcuna evidenza in tal senso».
La strage dei fornai del 1998
La storia di Del Grande è legata a uno dei fatti di cronaca più drammatici della provincia. Nel 1998, all'età di 22 anni, uccise a colpi di fucile il padre Enea, 58 anni, la madre Alida, 53 anni, e il fratello maggiore Enrico, 27 anni. L'omicidio avvenne a Cadrezzate. I familiari erano panettieri. Li ammazzò perché contrari alla sua relazione sentimentale con una giovane dominicana. In primo grado fu condannato all'ergastolo. In appello, gli venne riconosciuta una parziale infermità mentale. La pena fu ridotta a 30 anni di reclusione. Grazie ai benefici previsti dalla legge, ne ha scontati 25. Una volta uscito dal carcere, è stato ritenuto ancora socialmente pericoloso. Da qui la misura di sicurezza in una casa-lavoro. Prima in Emilia Romagna, poi in Piemonte. Era stato rintracciato e fermato a Cadrezzate il 12 novembre. A catturarlo furono i carabinieri di Varese e Modena, con il supporto del Ros. Questo fino alla fuga di Pasqua.