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La Procura di Napoli Nord ha concluso le indagini su un giornalista accusato di estorsione verso un ex sindaco e un ex consigliere regionale. L'uomo avrebbe richiesto denaro per evitare la pubblicazione di articoli negativi.

Chiusura indagini per estorsione a Napoli Nord

La Procura di Napoli Nord ha formalmente concluso le indagini preliminari. Al centro della vicenda c'è il giornalista Mario De Michele. Egli è accusato di aver commesso atti di estorsione. Le presunte vittime sono un ex sindaco di Orta di Atella, in provincia di Caserta, e un ex consigliere regionale. Il loro nome è Angelo Brancaccio.

Il cronista era stato arrestato in flagranza di reato. L'operazione fu condotta dai Carabinieri lo scorso 30 giugno. I militari bloccarono il giornalista subito dopo aver ricevuto una somma di denaro. Questa cifra era ritenuta dagli inquirenti una tangente. Il denaro sarebbe stato consegnato da Angelo Brancaccio.

Minacce e richieste di denaro prolungate nel tempo

Successivamente all'arresto, il giornalista è stato scarcerato. Attualmente risulta libero. Tuttavia, la Procura, guidata dal sostituto procuratore Maria Carmen Quaranta, ritiene che De Michele abbia agito in modo illecito. Pare che il giornalista abbia minacciato più volte Brancaccio. Le minacce riguardavano la pubblicazione di articoli. Questi articoli sarebbero stati negativi e sfavorevoli nei confronti dell'ex consigliere. Le inchieste avrebbero toccato anche la sua sfera privata e sentimentale. La condizione posta era il versamento di denaro.

La condotta illecita, secondo gli inquirenti, si sarebbe protratta per diversi anni. La Procura ha stimato l'ammontare complessivo delle somme. Brancaccio avrebbe corrisposto a De Michele circa 34 mila euro. Questi pagamenti sono avvenuti in diverse tranche. Si parla di seimila euro versati ogni anno nel 2013, 2014 e 2021. Ogni annualità prevedeva pagamenti da duemila euro. Altri seimila euro furono consegnati in un'unica soluzione nel 2016. Nel 2024, cinquemila euro furono versati in un'unica soluzione. La stessa cifra, cinquemila euro, fu corrisposta nel 2025, poco prima dell'arresto.

Prossimi passi legali e precedenti del giornalista

Ora che le indagini sono concluse, si apre una nuova fase. L'indagato ha a disposizione venti giorni di tempo. In questo lasso di tempo, De Michele può richiedere di essere interrogato. Può anche presentare memorie difensive. Al termine di questo periodo, il pubblico ministero deciderà. Potrà richiedere il rinvio a giudizio dell'indagato. In alternativa, potrà chiedere l'archiviazione del caso.

Non è la prima volta che Mario De Michele si trova coinvolto in vicende giudiziarie. Diversi anni fa, il giornalista fu già arrestato. Questo precedente riguardava un'altra inchiesta della Procura di Napoli Nord. L'indagine verteva su due presunti falsi attentati. Questi episodi, con colpi d'arma da fuoco, sarebbero stati organizzati dal cronista. Lo scopo sarebbe stato ottenere la scorta. La protezione gli fu effettivamente concessa. Successivamente, però, venne revocata. Per i fatti dei falsi attentati, De Michele è stato condannato nel 2022. La pena inflitta fu di tre anni e dieci mesi di reclusione.

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