La Guardia di Finanza ha smantellato una vasta rete di produzione di sigarette contraffatte a Gonars, arrestando tre persone e scoprendo un giro d'affari di 89 milioni di euro. L'operazione ha rivelato condizioni di sfruttamento per gli operai impiegati.
Scoperta fabbrica illegale di sigarette a Gonars
Un'operazione imponente ha portato alla luce una centrale di produzione di sigarette illegali. L'attività illecita aveva sede a Gonars. In pochi mesi, i responsabili hanno generato ricavi per circa 89 milioni di euro. L'indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Trieste. La Procura Antimafia ha coordinato le complesse attività investigative.
Le indagini sono scaturite dal controllo di un camion. Questo trasportava una cospicua quantità di tabacco. Da questo primo riscontro, i militari sono riusciti a individuare il luogo di produzione. Si trattava di un sito nascosto a Gonars. La procuratrice Patrizia Castaldini ha sottolineato la difficoltà del ritrovamento. Anche il comandante regionale Fabrizio Nieddu ha evidenziato gli ostacoli. Il comandante provinciale Stefano Commetucci e il Gico Michele Vidoni hanno partecipato alla conferenza stampa.
Operai sfruttati e macchinari distrutti
L'operazione, denominata «Ghost Factory», è scattata nel luglio 2025. All'interno della struttura sono stati trovati 21 operai. Queste persone erano di fatto recluse. Erano giunti in Italia clandestinamente. Avevano ricevuto la promessa di un impiego nel settore edile. Provenivano dalla Moldavia e dall'Ucraina. L'edificio era stato insonorizzato per non attirare attenzione. Il tabacco utilizzato proveniva dall'Est Europa.
Per eludere i controlli, l'energia elettrica era fornita da un generatore autonomo. Questo apparecchio è stato successivamente donato alla Protezione Civile. I macchinari per la fabbricazione delle sigarette sono stati distrutti. La capacità produttiva raggiungeva un milione di sigarette al giorno. Questo stabilimento è il quinto scoperto in Italia nel suo genere.
Logistica e arresti: la Tlt Traslochi coinvolta
La distribuzione delle sigarette contraffatte era gestita con una logistica articolata. I prodotti venivano stoccati in un deposito a Remanzacco. Successivamente, venivano trasferiti in un parcheggio scambiatore a Buttrio. Da qui, autisti ignari le trasportavano in tutta Europa. In Inghilterra, un pacchetto di queste sigarette veniva venduto a circa 17 euro. Il sodalizio criminale stava pianificando l'apertura di un nuovo impianto a San Giovanni al Natisone.
La gestione logistica era affidata a una società triestina. Si tratta della Tlt Traslochi di Trieste. Gli inquirenti hanno parlato di una società «sedotta» da operatori stranieri. Il titolare, Moreno Kraljevic, è stato arrestato. L'arresto è avvenuto lo scorso aprile. Era insieme al suo braccio destro, residente a Udine. Entrambi avevano precedenti penali non specifici. Il terzo arrestato è un autista di nazionalità straniera. Le accuse includono associazione per delinquere. Si contestano anche il contrabbando di tabacchi, la contraffazione e il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Le cifre dell'operazione e le accuse
L'operazione ha portato all'arresto di tre persone. Due sono domiciliate a Udine e Trieste. Altri 29 individui risultano indagati. Il giro d'affari stimato in pochi mesi ammonta a 89 milioni di euro. La produzione avveniva a Gonars. La Guardia di Finanza di Trieste ha coordinato l'intervento. La Procura Antimafia ha supervisionato le indagini. Queste hanno rivelato un'organizzazione complessa e ramificata.
Le sigarette venivano smistate attraverso depositi e parcheggi. Da lì, partivano per tutta Europa e l'Inghilterra. Il prezzo finale nel Regno Unito era di 17 euro per pacchetto. La Tlt Traslochi, società di Trieste, gestiva la logistica. Il suo titolare, Moreno Kraljevic, è stato fermato. Anche il suo collaboratore a Udine è stato arrestato. Le accuse sono gravi: associazione a delinquere, contrabbando, contraffazione e immigrazione clandestina.
Questa notizia riguarda anche: