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Calo iscrizioni IRC in provincia di Brescia

Un bresciano su tre sceglie di non partecipare all'insegnamento della religione cattolica (IRC) nelle scuole della provincia. Questo dato, relativo all'anno scolastico 2024/25, conferma una tendenza in crescita già osservata negli anni precedenti.

I dati, elaborati dall'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) a partire da informazioni ministeriali, rivelano che su un totale di 143.839 studenti, ben 43.850 hanno optato per l'ora di alternativa. La percentuale complessiva di non frequentanti si attesta al 30,48%, in lieve aumento rispetto al 29,72% dell'anno scolastico precedente.

Brescia città più laica, differenze per grado scolastico

Il capoluogo bresciano si conferma la realtà più «laica» della provincia, con una percentuale di studenti che non segue l'IRC che supera il 38%. Questa scelta, che riguarda sia studenti di origine straniera sia italiani, evidenzia un mutamento culturale e un crescente interesse per l'ora di alternativa.

Le differenze emergono anche analizzando i diversi gradi di istruzione. Le scuole dell'infanzia registrano la percentuale più alta di non frequentanti (30,4%), mentre nelle scuole primarie il dato scende al 25,5%. La tendenza si inverte nuovamente nelle scuole secondarie di primo grado, dove la percentuale sfiora il 30%, per poi salire significativamente alle scuole superiori.

Licei vs Istituti Tecnici: il divario nell'IRC

Nelle scuole superiori, il 36,17% degli studenti (pari a 17.353 su 47.970) non frequenta l'IRC, con un picco del 40% a Brescia città. Si nota un divario sostanziale tra i licei, dove la percentuale di non frequentanti si attesta al 28,8% (34,1% nel capoluogo), e gli istituti tecnici e professionali, dove la scelta di evitare l'IRC è significativamente più marcata.

In quattro istituti della provincia, di cui tre nell'infanzia situati a Brescia (Armando Diaz, San Giacomo, Passo Gavia) e uno a Vobarno (scuola materna), la percentuale di non frequentanti supera l'80%. Altre scuole, come l'infanzia San Giovanni di Chiari, l'Istituto professionale Carlo Beretta di Gardone Val Trompia e la secondaria di primo grado Romanino di Brescia, registrano dati prossimi all'80%.

All'estremo opposto, numerose scuole, soprattutto dell'infanzia, in piccoli comuni come Paspardo, Pertica Alta, Pian Camuno e Temù, vedono la totalità degli studenti partecipare all'insegnamento della religione cattolica.

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