Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanzia la risorsa idrica a Brescia con oltre 100 milioni. L'obiettivo è ridurre le perdite, risolvere infrazioni europee sulla depurazione e completare l'acquedotto dell'Alta Val Trompia. La sfida è garantire continuità agli investimenti futuri.
Investimenti per la risorsa idrica a Brescia
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) rappresenta un'opportunità cruciale per il settore idrico bresciano. Sono stati stanziati oltre 100 milioni di euro. Questi fondi mirano a ridurre le perdite nelle reti idriche. Si intende anche risolvere alcune infrazioni europee relative alla depurazione delle acque. Un altro obiettivo è il completamento dell'acquedotto per l'Alta e Media Val Trompia.
La capacità di proseguire con questi importanti progetti dipende dalla possibilità di continuare a investire. Su questo punto concordano l'Ufficio d'ambito di Brescia e i gestori Acque Bresciane e A2a Ciclo idrico. Questi enti hanno promosso un convegno dedicato agli investimenti idrici nel contesto bresciano.
Sfide future per la gestione idrica
Il convegno ha anche riacceso il dibattito sulla composizione del gestore unico del servizio idrico. Si teme che un ente interamente pubblico possa faticare a sostenere i futuri investimenti necessari. Sono previsti circa 600 milioni di euro dall'Ato (Ambito Territoriale Ottimale) per il periodo 2024-2029. La continuità e la stabilità della pianificazione sono essenziali per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Paolo Bonardi, presidente dell'Ufficio d'Ambito, ha sottolineato l'importanza del Pnrr come «una grande opportunità». Ha aggiunto che i risultati ottenuti sono stati significativi. Ora è necessario portare a compimento quanto pianificato. L'uscita dalle infrazioni europee è prevista entro la fine del 2029, come ricordato dal direttore Marco Zemello.
Tecnologia e resilienza idrica
Gli investimenti futuri dovranno concentrarsi sulle nuove tecnologie. L'intelligenza artificiale potrà aiutare a diminuire i costi operativi e aumentare le capacità di investimento. Lo ha affermato Paolo Saurgnani, direttore di Acque Bresciane. Tuttavia, si osserva una tendenza preoccupante: i gestori lombardi si trovano gravati da debiti a causa degli investimenti passati. Questo potrebbe portare a un calo degli investimenti futuri.
Una possibile soluzione potrebbe essere la cooperazione tra i gestori. Si valuta anche l'apporto di investimenti esterni, permessi dalla normativa del 2024. Tullio Montagnoli, ad di A2a Ciclo idrico, ha evidenziato altre sfide importanti. Tra queste figurano la resilienza idrica, l'efficientamento energetico dei depuratori e la depurazione da inquinanti specifici come i Pfas, i farmaci e i cosmetici. Anche il potenziamento delle reti fognarie rientra tra le priorità.