La mensa universitaria di corso Mameli a Brescia rimane chiusa dopo che la gara per la sua gestione è andata deserta. Si cercano soluzioni per un servizio essenziale per gli studenti.
Mensa universitaria deserta a Brescia
La mensa situata in corso Mameli a Brescia non ha ancora trovato un gestore. L'edificio è rimasto inattivo dall'estate scorsa. La gara d'appalto indetta da UniBs e BsInfrastrutture non ha ricevuto alcuna offerta. Questo significa che gli studenti universitari dovranno attendere ancora per poter usufruire del servizio mensa in quella sede.
La società che precedentemente gestiva la mensa aveva deciso di interrompere il contratto. La motivazione addotta era la scarsa redditività del servizio. Si ipotizzava che l'attività fosse già in perdita o lo sarebbe diventata a breve. Successivamente, è stato indetto un bando per affidare nuovamente la gestione.
I termini dell'affidamento sono stati rivisti nel tentativo di attrarre operatori del settore. L'obiettivo era rendere la gestione più appetibile economicamente. Tuttavia, questi sforzi non hanno sortito l'effetto sperato. La gara è andata deserta anche in questa occasione.
Condizioni di affidamento non sufficienti
Le condizioni proposte per la gestione della mensa di corso Mameli non sono state considerate sufficienti. Gli operatori del settore della ristorazione e del catering hanno giudicato l'opportunità non abbastanza redditizia. Non è stato possibile sviluppare un modello di business minimamente profittevole secondo le loro valutazioni.
La gara gestita da Brescia Infrastrutture per conto dell'Università degli Studi di Brescia non ha quindi attirato alcun interesse. Questo contrasta nettamente con l'esito della gara per la mensa del campus Nord. Quest'ultima, infatti, è stata aggiudicata, indicando un maggiore interesse da parte del mercato.
La mensa del campus Nord è stata valutata più interessante dalle aziende. Si pone ora il problema di come incentivare la partecipazione futura. Ci si interroga sulla possibilità di modificare ulteriormente i contratti. L'intento è evitare ulteriori fallimenti nelle procedure di gara.
Sostenibilità del progetto e spazi inutilizzati
Viene messa in discussione la sostenibilità del progetto di realizzare una mensa in quella sede. L'idea era di utilizzare gli spazi dell'ex Oviesse, adiacenti alla sala di lettura intitolata a Umberto Eco. Se il progetto mensa dovesse essere definitivamente accantonato, si aprirebbe un nuovo interrogativo.
Sorgerebbe la domanda su cosa fare di quegli spazi. La loro destinazione d'uso attuale è inutilizzata. L'edificio, di proprietà di Brescia Infrastrutture, ha già avuto una storia travagliata. Oltre alla sala di lettura, ha rappresentato in passato un problema.
Si ricordano le polemiche legate all'acquisto dell'immobile. Anche l'esperimento di un supermercato di fascia alta, con la catena Buonissimo, non ebbe successo. Questo avvenne durante l'amministrazione Paroli. Ora si aggiunge la difficoltà di trovare un gestore per la mensa.
Differenze con la mensa del campus Nord
A differenza della situazione di corso Mameli, l'appalto per la mensa del campus Nord, in via Valotti, ha avuto esito positivo. Il servizio è stato aggiudicato alla società Ristoservice srl di Arcore (Monza Brianza).
Il valore dell'appalto è di poco superiore ai 3 milioni di euro. La durata prevista è di 44 mesi, con la possibilità di una proroga di ulteriori 36 mesi. Ristoservice srl gestisce già, ad esempio, la ristorazione per i dipendenti di Regione Lombardia.
La società è stata scelta attraverso una gara al massimo ribasso. La valutazione ha tenuto conto del rapporto qualità/prezzo. Ha prevalso su altri due concorrenti: Monteleone Group e Volpi Pietro srl. Questi avevano presentato le loro offerte nel novembre precedente.
Analisi dei costi e tariffe studenti
Per la mensa di corso Mameli, la base d'asta era inferiore. Si trattava di 1,6 milioni di euro per lo stesso periodo, includendo il servizio di catering. Tuttavia, nessuno ha ritenuto questa cifra conveniente. Le tariffe dei pasti da rispettare rappresentano un vincolo importante.
Il bilanciamento tra i costi per il gestore e le tariffe che gli studenti possono sostenere è cruciale. Sembra che questo equilibrio non sia stato trovato nel contratto proposto. Il bando prevedeva clausole specifiche per gli studenti. Ad esempio, l'obbligo di privilegiare prodotti a chilometro zero e di filiera corta.
Queste attenzioni, seppur positive per gli utenti, potrebbero aver inciso sulla redditività percepita dai gestori. I due piani della mensa di corso Mameli rimarranno quindi vuoti. Il piano terra, in particolare, non è mai stato aperto agli studenti. Ora, sia il Rettorato che il Comune dovranno valutare le prossime mosse.