Nuovo habitat per la salamandra atra aurorae
Una scoperta scientifica di rilievo è emersa dall'Altopiano, confermando la ricchezza naturalistica del territorio. Ricercatori del Museo delle Scienze di Trento hanno individuato una nuova e stabile popolazione della rara salamandra atra aurorae. Questo anfibio, noto per le sue dimensioni contenute, si riteneva fino ad ora confinato in un'area estremamente limitata.
Il ritrovamento è avvenuto in Val di Sella, precisamente sul versante settentrionale, tra le zone di Ortigara e Cima XII. Questa scoperta amplia significativamente l'areale conosciuto della specie, finora circoscritto a circa 20 chilometri quadrati nei pressi di Passo Vezzena.
La fragilità della specie e le preoccupazioni ambientali
La salamandra atra aurorae, lunga poco più di 13 centimetri, era considerata a rischio critico di estinzione a causa della sua presenza in un unico focolaio e di un habitat in progressivo declino. La sua sopravvivenza è stata oggetto di particolare attenzione in seguito alla tempesta Vaia, che ha causato ingenti danni boschivi.
Le preoccupazioni maggiori riguardavano le operazioni di esbosco necessarie per rimuovere gli alberi schiantati. L'uso intensivo di mezzi forestali pesanti, soprattutto durante la stagione di attività dell'anfibio, rischiava di compattare il suolo e danneggiare la vegetazione, compromettendo ulteriormente l'habitat.
Un ritrovamento di valore scientifico e la collaborazione istituzionale
La scoperta di questa nuova popolazione è di fondamentale importanza per la conservazione della specie. Si ipotizza che questo gruppo non sia direttamente collegato a quello di Passo Vezzena e che si sia sviluppato in un ambiente precedentemente ritenuto inidoneo. Questo suggerisce una maggiore resilienza e capacità di adattamento della specie di quanto si pensasse.
La segnalazione iniziale è partita da un cittadino, che ha allertato una guardia forestale. La notizia è poi giunta al Muse, che ha avviato una ricerca in collaborazione con il Cnr e le Università di Oviedo, Firenze e Genova. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Acta Herpetologica, rendendo ufficiale la scoperta.
La vicenda ha anche acceso un dibattito tra le amministrazioni locali, la Regione e le associazioni ambientaliste come Wwf e Legambiente. È stato raggiunto un accordo per limitare l'esbosco ai mesi autunnali, al termine del periodo vitale della salamandra, per mitigarne l'impatto.