La direttiva europea Bolkestein ha causato la chiusura di molte spiagge liguri, tra cui quelle di Laigueglia. L'incertezza sulle nuove concessioni sta mettendo a rischio l'economia locale e il turismo.
Laigueglia: una perla ligure travolge la Bolkestein
La costa di Laigueglia, un tratto di circa quattro chilometri nel Golfo di Genova, è rinomata per la sua sabbia bianca e il fondale sicuro. Questo luogo incantevole, con vista sull'isola della Gallinara, è un'attrazione turistica di primaria importanza per la Liguria.
Il borgo di pescatori, noto per la sua storia legata alla pesca del corallo, vanta sette piazzette affacciate sul mare. Una grande chiesa cattedrale, edificata nel Settecento con i proventi di tale attività, domina il paesaggio.
Questo comune, con circa 1700 residenti che diventano quasi 10.000 in estate, si trova ora al centro di una tempesta normativa. La direttiva europea Bolkestein, risalente al 2008, impone nuove procedure per l'assegnazione delle 51 concessioni balneari e di altre aree demaniali.
Sentenza TAR e gare d'appalto: il panico dei concessionari
L'attesa per le gare d'appalto si è interrotta bruscamente a febbraio. Una sentenza del TAR Liguria ha imposto al comune di Laigueglia e ad altri quattro in regione, tra cui Sarzana e Pietra Ligure, di indire le gare entro maggio 2026. Questa scadenza anticipata ha generato panico tra i gestori degli stabilimenti.
Il comune è stato obbligato a lanciare i bandi di gara in tempi strettissimi. Le amministrazioni locali, spesso impreparate a gestire procedure così complesse, hanno incontrato notevoli difficoltà. La conseguenza diretta è stata lo sgombero delle spiagge in attesa delle assegnazioni.
Circa 39 gestori, molti dei quali operavano da decenni, si sono visti espropriati delle loro attività. Le spiagge, prima animate da ombrelloni e lettini, sono diventate improvvisamente libere, in attesa di un futuro incerto.
L'economia locale a rischio: un incubo estivo
L'inizio della stagione estiva ha portato con sé un vero incubo per Laigueglia. I gestori espropriati, guidati dal loro presidente Mimmo Giraldi, si sono scontrati con il comune. Il sindaco Giorgio Manfredi si è trovato a dover gestire una matassa complessa: indire la gara, nominare commercialisti e periti per la valutazione delle spiagge.
Il rischio concreto è che la stagione turistica inizi con spiagge completamente disattrezzate. Questo metterebbe in ginocchio l'economia locale, fortemente dipendente dal turismo balneare. Ombrelloni, sdraio e servizi sono stati rimossi, con un impatto devastante su bar, negozi e ristoranti.
L'intera comunità teme un'estate di disordine e problemi di ordine pubblico. Laigueglia, una delle mete turistiche più ambite del Nord-Ovest italiano, rischia di perdere la sua attrattiva. Le prenotazioni alberghiere sono già in calo, poiché i turisti associano la vacanza alla presenza delle strutture balneari.
La ricerca di soluzioni: tra battaglie legali e proposte ponte
Si è aperta una battaglia legale e burocratica per accelerare il processo di gara. In alternativa, si è cercata una soluzione ponte: permettere ai vecchi concessionari di gestire le spiagge in via provvisoria, garantendo al contempo l'avvio delle procedure concorsuali.
La scelta dei periti, necessaria per la valutazione delle concessioni, si è rivelata un ostacolo. La difficoltà nel reperirli ha ulteriormente allungato i tempi, avvicinandosi a scadenze cruciali come la Pasqua e l'inizio della stagione turistica.
Altri comuni liguri, pur non vincolati da sentenze con tempi così ristretti, hanno adottato delibere di giunta per definire i termini delle gare. L'obiettivo è garantire che la procedura Bolkestein si concluda il più rapidamente possibile, idealmente entro il 2026.
L'attesa spasmodica e le nuove prospettive
Anche per Laigueglia è iniziata un'attesa spasmodica di una delibera liberatrice. Nel frattempo, i periti, finalmente individuati, hanno richiesto ulteriore tempo per completare le valutazioni. L'orizzonte si popola di potenziali nuovi concorrenti, pronti a presentare progetti innovativi.
Mimmo Giraldi, presidente dei concessionari, ha proposto un'apertura degli stabilimenti per tutto l'anno. Questa svolta verso la destagionalizzazione potrebbe rappresentare un'opportunità per rilanciare l'economia locale e il turismo.
Ogni giorno perso si traduce in un danno economico calcolabile. L'incertezza su chi gestirà le spiagge in futuro scoraggia gli investimenti per il miglioramento delle strutture.
Mentre i periti lavorano, il sindaco Manfredi è sotto pressione da parte di concessionari, albergatori e commercianti. La comunità attende con ansia una decisione, sperando in una rapida risoluzione che salvi la stagione turistica. Persino il parroco, don Danilo Galliani, partecipa all'attesa, mentre le reti da pallavolo occupano spazi che dovrebbero essere destinati ai turisti.
Domande frequenti sulla Bolkestein e le concessioni balneari
Cosa prevede la direttiva Bolkestein per le spiagge italiane?
La direttiva Bolkestein mira a liberalizzare i servizi in Europa, includendo le concessioni balneari. Impone che le concessioni di beni pubblici, come le spiagge, vengano assegnate tramite gare pubbliche per garantire la concorrenza e prevenire monopoli. Questo processo mira a evitare il rinnovo automatico delle concessioni esistenti.
Quali sono le conseguenze della Bolkestein per i gestori degli stabilimenti balneari?
I gestori degli stabilimenti balneari, molti dei quali operano da decenni e hanno investito nel tempo, rischiano di perdere la loro attività se non vincono le nuove gare d'appalto. La direttiva impone una revisione delle concessioni, che spesso erano state rinnovate automaticamente in passato, creando incertezza economica e la necessità di affrontare nuove procedure competitive.
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