Comitati No Snam de L'Aquila e Sulmona incalzano la politica regionale per ottenere chiarimenti sulla risoluzione che diceva 'no' al gasdotto Adriatica. Si teme che i lavori proseguano senza adeguate verifiche ambientali e territoriali.
Critiche al progetto gasdotto Adriatica
I comitati No Snam de L'Aquila e Sulmona intensificano la loro opposizione al progetto della «Linea Adriatica». Questo gasdotto, lungo 425 chilometri, mira a connettere Sulmona a Minerbio, in provincia di Bologna. Prevede anche una centrale di compressione nel territorio peligno. Gli attivisti chiedono alla politica regionale continuità amministrativa e risposte concrete. Vogliono garanzie sugli impegni presi in precedenza.
La mobilitazione si concentra su una risoluzione. Questa fu approvata il 25 giugno dello scorso anno dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale d’Abruzzo. Il documento esprimeva un netto «no» all’opera. Fu presentato dal consigliere Pierpaolo Pietrucci. L'approvazione avvenne all'unanimità dopo audizioni e approfondimenti. Rappresenta un passaggio istituzionale cruciale nella vicenda del metanodotto.
Impatto ambientale e territoriale sotto accusa
I comitati ricordano altri pronunciamenti contrari della Regione Abruzzo. Questi evidenziano forte preoccupazione per l’impatto ambientale e territoriale del progetto. L'opera è giudicata dagli attivisti invasiva. La considerano anche «inutile e anacronistica». Ciò alla luce dell'urgenza di abbandonare le fonti fossili. L'obiettivo è contrastare i cambiamenti climatici.
La risoluzione impegnava il presidente della Regione ad agire presso il Governo nazionale. Si chiedevano azioni precise. Tra queste, una nuova valutazione di impatto ambientale. Anche un’analisi indipendente costi-benefici era richiesta. Si sollecitava l'aggiornamento delle norme sulle distanze di sicurezza. Doveva essere individuata un'area idonea per impianti simili. Infine, si chiedeva un vincolo archeologico sull'area di Case Pente a Sulmona. Lì sono in corso i lavori per la centrale.
Richiesta di trasparenza e verifiche
A distanza di mesi, i comitati non hanno chiarezza sullo stato di attuazione di questi impegni. La questione è urgente. La centrale continua a prendere forma. Nel frattempo, Snam si prepara ad avviare i lavori per il metanodotto. Le criticità sollevate riguardano anche il contesto territoriale. Oltre 100 chilometri dell'infrastruttura attraverserebbero le aree interne dell’Abruzzo. Queste zone sono già fragili economicamente e soffrono di spopolamento.
A ciò si aggiunge il tema del rischio sismico. La zona è classificata ad alta pericolosità. Questo è evidenziato da studi scientifici. I rappresentanti dei comitati, Emanuele Amadio e Mario Pizzola, hanno formalmente richiesto un incontro alle istituzioni regionali. Sostengono che non si può permettere un progetto simile senza piena trasparenza. Servono verifiche aggiornate.
Nuova fase per la mobilitazione
L'obiettivo è ottenere chiarimenti puntuali e rapidi. L'importanza del problema richiede risposte immediate. La battaglia contro il gasdotto entra in una nuova fase. I cittadini sono pronti a mantenere alta l'attenzione. Chiederanno conto alla politica delle scelte future. La loro determinazione mira a garantire che le decisioni siano prese con la massima trasparenza e attenzione alle conseguenze ambientali e sociali.