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Bologna saluta Federico Enriques, storico editore della Zanichelli, scomparso all'età di 85 anni. La sua lunga guida ha trasformato l'azienda in un punto di riferimento per la saggistica e la scolastica.

Federico Enriques, l'editore che innovò la scuola

La città di Bologna piange la scomparsa di Federico Enriques. Figura di spicco nel panorama editoriale italiano, ha legato il suo nome alla storica casa editrice Zanichelli. La sua carriera, iniziata come studente nel capoluogo emiliano, lo ha visto poi prendere le redini dell'azienda per oltre trent'anni.

Dal 1970 al 2006, Enriques ha diretto la Zanichelli, trasformandola in un vero e proprio colosso. La sua visione ha rivoluzionato il settore della saggistica e, in particolare, dell'editoria scolastica. Ha introdotto innovazioni significative, offrendo strumenti fondamentali per la crescita culturale di intere generazioni di studenti italiani.

Anche dopo la sua direzione, ha continuato a ricoprire ruoli di rilievo come amministratore delegato. La sua dedizione al sapere e alla diffusione della cultura è stata una costante nella sua vita.

Un uomo delle istituzioni e della cultura

La figura di Federico Enriques non si è limitata al mondo editoriale. Nel 2006, ha intrapreso un percorso politico, venendo eletto senatore nelle file dei Democratici di Sinistra. Sebbene non si sia ricandidato in seguito, il suo impegno nelle istituzioni ha dimostrato la sua profonda passione civile.

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, lo ha ricordato come un editore di grande rilievo, attento osservatore della società. «Ha unito l’impegno imprenditoriale con una profonda passione civile», ha sottolineato Lepore. Ha contribuito in modo determinante alla crescita della Zanichelli, intrecciando il suo percorso umano e professionale con la città.

Lepore ha evidenziato come Enriques abbia offerto strumenti essenziali per la formazione degli studenti. Lo ha ricordato anche come uomo delle istituzioni, capace di mettere al servizio della comunità le proprie competenze. Per il sindaco, Bologna perde una figura eminente e generosa, e personalmente, un amico colto e appassionato.

L'eredità di una vita dedicata ai libri

Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l'assessora alla Cultura, Gessica Allegni, hanno espresso il loro cordoglio. Lo hanno definito un punto di riferimento per l'editoria italiana, guidato da passione e curiosità.

Hanno sottolineato come la Zanichelli, azienda di famiglia, abbia accompagnato milioni di studenti e innovato la manualistica. La vita di Enriques è stata, per loro, «una vita tra e con i libri, una vita dedicata al sapere». Hanno citato una sua riflessione dal libro «Castelli di carte. Zanichelli 1959-2009: una storia».

Enriques stesso ammetteva di non essersi mai definito facilmente «editore», comprendendone appieno il significato solo dopo oltre quarant'anni di lavoro. La sua scomparsa segna la perdita di un uomo capace di coniugare amore per la cultura con impegno civile.

Anche il Partito Democratico di Bologna lo ha ricordato. Lo descrive come un uomo dal «pensiero mai banale, lungimirante e acuto». Hanno evidenziato la sua capacità di rinvigorire il centrosinistra nei momenti difficili, alimentata da un immenso amore per Bologna.

Federico Enriques aveva 85 anni. La sua eredità intellettuale e professionale continuerà a vivere attraverso le pubblicazioni della Zanichelli e il ricordo di chi lo ha conosciuto e stimato.

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