L'ex Chiesa di San Barbaziano a Bologna apre al pubblico per tre giorni a inizio aprile 2026. Il progetto di restauro, selezionato per gli EUmies Awards, sarà visitabile gratuitamente.
Open days per l'ex chiesa di San Barbaziano
L'antica Chiesa di San Barbaziano a Bologna apre le sue porte al pubblico per tre giorni consecutivi. L'evento si svolgerà dall'1 al 3 aprile 2026. Questa iniziativa rientra nel programma europeo 'Out & About. Discovering architecture'. L'evento è promosso da Creative Europe e dalla Fondazione Mies van der Rohe. Guiding Architects collabora attivamente all'organizzazione. Il calendario prevede visite ed eventi dedicati all'architettura. L'obiettivo è mostrare le opere selezionate nella shortlist degli EUmies Awards 2026. L'iniziativa si estende in oltre trenta località europee. Lo Studio Poggioli presenterà il proprio intervento di restauro. Saranno offerte visite guidate approfondite. I visitatori potranno esplorare gli spazi interni. Potranno conoscere le strategie architettoniche impiegate. L'accesso all'evento è gratuito. È necessaria l'iscrizione tramite la piattaforma Eventbrite. L'iniziativa mira a far conoscere un importante recupero architettonico.
Un progetto di restauro di rilievo europeo
Il progetto di restauro dell'Ex Chiesa di San Barbaziano ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale. È stato selezionato tra i 40 migliori interventi architettonici europei. La candidatura proveniva da un totale di 410 proposte. Questo avviene nell'ambito del prestigioso Premio Europeo di Architettura Mies van der Rohe, noto anche come EUmies Awards 2026. Si tratta di uno dei più significativi premi nel campo dell'architettura contemporanea. L'intervento, intitolato “Il progetto del tempo”, è uno dei soli due progetti italiani inclusi nella shortlist. Porta l'attenzione sulla rigenerazione del patrimonio storico. Adotta un approccio decisamente contemporaneo. La Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna ha commissionato il progetto. Lo Studio Poggioli, con Caterina e Federico Poggioli, ne ha curato la realizzazione. La selezione evidenzia l'importanza di un restauro che non mira a una mera replica del passato. Si concentra invece sulla restituzione della chiarezza spaziale. Questo avviene per una struttura che ha subito profonde trasformazioni nel corso dei secoli. La selezione all'EUmies Awards 2026 sottolinea un approccio innovativo. Considera il restauro come un atto contemporaneo. Non si tratta di imitazione, ma di precisione, misura e responsabilità storica. Gli Open days offriranno l'opportunità di condividere questo processo con la cittadinanza bolognese. Il riconoscimento conferma la qualità dell'intervento e la sua rilevanza nel panorama architettonico europeo.
Storia e trasformazioni dell'edificio storico
L'edificio che ospita l'Ex Chiesa di San Barbaziano vanta una storia lunga e complessa. Fu originariamente progettato da Pietro Fiorini nel lontano 1608. Nel corso dei secoli, ha subito numerose trasformazioni. Ha conosciuto periodi di abbandono e utilizzi impropri. È stato utilizzato come deposito per paglia e fieno. Ha svolto la funzione di magazzino militare. È stato adibito a officina meccanica. Ha persino servito come autorimessa. Il recente restauro conservativo, curato dallo Studio Poggioli, è stato commissionato dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna. La richiesta specifica era di preservare l'eccezionalità della sua attuale facies di rovina urbana. I lavori si sono conclusi nel 2024. Hanno restituito alla città questo spazio dimenticato. Il restauro ha preservato la sua complessità stratificata. L'Ex Chiesa sarà ora oggetto di un ulteriore intervento di allestimento. Questo sarà curato dal Concessionario AICS Bologna. In futuro, l'edificio diventerà un Centro di Documentazione dedicato alle Arti Circensi e Performative. Il riconoscimento degli EUmies Awards 2026 sottolinea sia il lavoro dello Studio Poggioli. Evidenzia anche il ruolo fondamentale della committenza. Sottolinea l'importanza della gestione dei luoghi della cultura. Questi elementi sono cruciali nell'interpretazione contemporanea del patrimonio storico. L'edificio, con la sua storia travagliata, rappresenta un caso studio significativo di recupero e valorizzazione.
Un intervento tra sottrazione e calibrazione dei materiali
Il progetto di restauro dell'Ex Chiesa di San Barbaziano si distingue per un approccio che bilancia la preservazione della memoria con l'introduzione di elementi contemporanei. Gli interventi mirati a conservare la storia dell'edificio si accompagnano all'inserimento di nuove componenti architettoniche. Queste sono state ponderate attentamente per avere un impatto significativo ma rispettoso. Le nuove grandi finestre presentano infissi lineari ed essenziali. Questi richiamano i diversi usi che lo spazio ha avuto nel tempo, oltre a quello religioso. Sono un riferimento diretto agli utilizzi passati come deposito, officina e autorimessa. Nella visione progettuale dello Studio Poggioli, queste aperture sono un omaggio e un riconoscimento all'uso industriale dell'edificio. I materiali scelti per il restauro sono il corten e l'ottone brunito. Questi materiali sono stati selezionati per la loro capacità di richiamare il fenomeno dell'invecchiamento e del mutare del tempo sulla materia. Il corten si armonizza perfettamente con il laterizio del paramento murario originale. L'ottone brunito, invece, riprende il colore caldo dell'arenaria. Quest'ultima compone gli elementi architettonici originari della chiesa. Le bruniture sull'ottone reinterpretano le sfumature di colore. Queste sono il risultato delle sedimentazioni di materia causate dal tempo sulle pareti interne. L'ampio portale vetrato invita il visitatore all'interno. Lo spazio interno è caratterizzato da un gioco di luci e ombre. Racconta visivamente i suoi molteplici passati. I progettisti hanno scelto di mantenere i decori presenti. Li hanno consolidati, evitando però di ripristinare le cromie originali. L'ex chiesa si presenta oggi come un'opera unica. I suoi 460 metri quadrati sono stati valorizzati per accogliere le sue molteplici metamorfosi. I segni del tempo vibrano sulle pareti interne. Sono un costante memento delle epoche attraversate. In questo progetto, si valorizza ciò che altrove si preferirebbe celare. Anche l'ingresso secondario riceve la stessa dignità dell'accesso principale. È costituito da un portale dall'impatto monolitico in ottone brunito. I gradini sembrano emergere dal suolo. Il taglio a tutta altezza del maniglione sui due portoni, anch'esso in ottone brunito, nasconde l'illuminazione integrata. Questa soluzione enfatizza il contrasto tra la linea retta luminosa e le superfici irregolari delle pareti della chiesa. Il restauro fa emergere la poetica della rovina urbana. Lo fa attraverso l'essenza stessa dell'architettura. Descrive l'approccio sottrattivo dello Studio Poggioli. Questo approccio ricerca l'essenzialità come pienezza di significato.
Visibilità internazionale e mostra itinerante
In seguito alla sua selezione per gli EUmies Awards 2026, il progetto di restauro dell'Ex Chiesa di San Barbaziano otterrà una notevole visibilità internazionale. Sarà infatti incluso nella mostra itinerante ufficiale del premio. Questa esposizione prenderà il via a Barcellona, presso la Fundació Mies van der Rohe, nel maggio 2026. Successivamente, la mostra viaggerà attraverso diverse capitali europee. Le tappe previste includono Vienna, Milano (presso l'ADI Design Museum), Praga e Bruxelles. Il tour proseguirà con un'estensione in Sud America. Si stima che questa mostra itinerante possa raggiungere un pubblico considerevole, con oltre 300.000 visitatori previsti. Questo evento rappresenta un'opportunità unica per far conoscere il progetto bolognese a livello globale. La presenza nella shortlist degli EUmies Awards 2026 colloca l'intervento bolognese in un contesto di eccellenza europea. Conferma la sua rilevanza nel dibattito contemporaneo sul riuso e sulla trasformazione del patrimonio storico. Il premio EUmies Awards, istituito nel 1988 e promosso dalla Commissione Europea e dalla Fundació Mies van der Rohe, è uno dei principali riconoscimenti internazionali per l'architettura contemporanea. Assegnato ogni due anni, seleziona opere realizzate nei Paesi membri dell'Unione Europea che si distinguono per qualità progettuale, innovazione e rilevanza culturale. Nel corso delle sue edizioni, ha premiato studi di fama mondiale come Rem Koolhaas / OMA, Zaha Hadid, David Chipperfield, Lacaton & Vassal, Carme Pigem con RCR Arquitectes e Grafton Architects. La partecipazione del progetto dello Studio Poggioli a questa prestigiosa competizione ne attesta la qualità e l'importanza.